SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una pernacchia che fa rumore. E dopo la reazione piccata del primo cittadino, che mal ha gradito il manifesto ironico del Popolo della Libertà etichettando Bruno Gabrielli “un bambino al quale regalare zucchero e stelle filanti”, ecco l’immediata controreplica del candidato sindaco di centrodestra: “Sentir parlare Gaspari o Spadoni di vergogna è come ascoltare Cicciolina o Mick Jagger infervorarsi nel difendere la castità. Sia l’uno che l’altro non la conoscono proprio. Di certo però il primo cittadino ne dovrebbe mostrare molta di vergogna nel sottoporsi alle primarie. Non si capisce infatti perché chi va dicendo di aver ben operato durante il mandato amministrativo si voglia sottoporre al vaglio dei propri elettori e per giunta dopo che nel 2006 si guardò bene dal farlo”.

Non mancano ovviamente affondi sulla Grande Opera, vero e proprio fulcro della contestata affissione sordiana: “Non ha nessuna vergogna neanche quando accade che una realtà come la Fondazione Carisap intenda investire dieci milioni di euro in città, con il vecchio sindaco trova il modo di perderli clamorosamente. Anzi con la scusa di reperire un’area confacente a tale progetto imbastisce l’ennesimo sacco della città con la Maxi Variante, fuggendo da qualsiasi logica di pianificazione omogenea del territorio e ricalcando in pieno la logica dei tanto vituperati Prusst a lui molto cari”.

“Ciò nonostante – prosegue – lo vediamo campeggiare nei poster in posa dittatoriale con alle spalle le macerie fumanti di quel palazzo comunale devastato dalla sua improvvida riorganizzazione del personale e fiaccato dalle innumerevoli spese pazze come i 400 mila euro spesi per un tecnico esterno che avrebbe dovuto redigere un Prg alla fine mai venuto alla luce”.

Gabrielli chiama poi nuovamente in ballo Luca Spadoni, che sempre nel corso del faccia a faccia all’Agraria di mercoledì scorso aveva definito “vergognoso” il doppio ruolo ricoperto dall’avvocato sambenedettese, assessore in Provincia e consigliere comunale in Riviera: “E’ funambolico. Dopo aver avuto l’ardire per interi mesi di sparare a zero sul vecchio sindaco, prodigandosi in raccolte di firme e conferenze stampa, non trova altro di meglio che fargli da spalla in questa farsa delle primarie”.

Critiche condivise pure da Pasqualino Piunti, che non esita nel prendere le difese del proprio collega di partito: “Non esiste incompatibilità quando si è legittimati dalla volontà popolare. Se uno si dimettesse disattenderebbe il volere di chi l’ha eletto. A questo punto dovrebbe non presentarsi affatto, piuttosto che andarsene successivamente. Sui comportamenti di Gabrielli risponde Gabrielli, ma se a volte ha ecceduto è stato solo per chiedere il rispetto delle regole. A Sel dico che si danno buoni consigli appena terminato di dare cattivi esempi. Si sono prestati al giochino delle primarie all’indomani di una battaglia sulla Maxi Variante con cui hanno usato la sensibilità delle persone. Hanno raccolto le firme e poi hanno sposato il progetto di chi l’aveva proposta. Non sono autorizzati a dare lezioni di morale, né di etica”. Infine, doveroso il cenno a Gaspari: “. Sennò non si attaccherebbe a temi marginali come quelli di un manifesto. In ogni caso ha evitato di rispondere su come mai la città abbia perso l’occasione offerta dalla Fondazione Carisap. Oggi afferma che Grottammare vale quanto San Benedetto, ma ieri proponeva la nostra realtà come capofila del territorio. E’ stato un fallimento”.

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