SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 26 Marzo alle ore 17,30 presso l’Auditorium Tebaldini il filosofo Giulio Giorello discuterà del suo libro “Senza Dio” con il Professor Francesco Tranquilli e Monsignor Vincenzo Catani. L’evento organizzato dall’Amministrazione Comunale e dalla libreria Bibliofila è il primo di tre incontri dal titolo “I Miti e la Fede” che vedranno protagonisti Vito Mancuso, a luglio, e Umberto Galimberti ad ottobre.

L’AUTORE Giulio Giorello si è laureato in filosofia nel 1968 e in matematica nel 1971 presso l’Università degli Studi di Milano, come fece a suo tempo anche il suo famoso maestro Ludovico Geymonat. Ha quindi insegnato dapprima Meccanica Razionale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Pavia, per poi passare alla Facoltà di Scienze presso l’Università degli Studi di Catania, a quella di Scienze naturali presso l’Università dell’Insubria e perfino al Politecnico di Milano. Attualmente ricopre la cattedra di Filosofia della scienza che fu del suo mentore Ludovico Geymonat presso l’Università degli Studi di Milano; è stato inoltre Presidente della SILFS (Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza). Dirige, presso l’editore Raffaello Cortina di Milano, la collana Scienza e idee. Collabora, come elzevirista, alle pagine culturali del quotidiano Corriere della Sera.

Tra i suoi numerosi saggi: Di nessuna chiesa (2005), La scienza tra le nuvole. Da Pippo Newton a Mr Fantastic (2007), Libertà. Un manifesto per credenti e non credenti (con Dario Antiseri, 2008), Lo scimmione intelligente (con Edoardo Boncinelli, 2009) e Lussuria (2010). Giorello ha diviso i suoi interessi tra lo studio di critica e crescita della conoscenza con particolare riferimento alle discipline fisico-matematiche e l’analisi dei vari modelli di convivenza politica; infatti, dalle sue prime ricerche in filosofia e storia della matematica, i suoi interessi si sono poi ampliati verso le tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica. Si è affermato dapprima come studioso di storia della scienza – in particolare le dispute novecentesche sul “metodo” – e di storia delle matematiche (Lo spettro e il libertino). Nel 1981 ha curato con Marco Mondadori l’edizione italiana di Sulla libertà di John Stuart Mill, avviando – in un certo senso – una rinascita teorico-politica degli studi sul pensatore inglese.

IL LIBRO
Come vivere, agire, lottare, morire quando si può contare solo su se stessi? È la sfida cruciale per un nuovo Illuminismo, inteso non solo come difesa di fronte al dispotismo, ma come compagno di strada anche per coloro che ancora avvertono il bisogno d’amore a cui un tempo si dava il nome di Dio.
Da «ateo protestante», l’autore di questo libro non mira a dimostrare che Dio non c’è ma a definire l’orizzonte di un’esistenza senza Dio. Una vita, quindi, che prescinda da qualsiasi forma di sottomissione al divino, rifiutando rassegnazione e reverenza, ritrovando il piacere della sperimentazione nella scienza e nell’arte, e riscoprendo infine il gusto della libertà, soprattutto quando essa appare eccessiva alle burocrazie di qualsiasi «chiesa». Un ateismo non dogmatico che può essere utilizzato persino da ogni credente stanco della furia dei vari fondamentalismi che hanno sostituito al dono della Grazia del Signore il paesaggio desolato della repressione e dell’intolleranza
UN BRANO
“Essere agnostico non mi basta più. Preferisco dirmi ateo, perché si rigeneri quello che Russeil chiamava ‘liberalismo’: la possibilità di confrontarsi — e di scontrarsi se è il caso — con i religiosi della più variegata estrazione (compresi coloro che dell’ateismo fanno una religione). Nella convinzione che ateo non sia tanto chi logora il proprio tempo nel cercare di dimostrare che Dio non c’è, ma chi decide di vivere senza o perfino contro Dio.”

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