SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Altri dieci denunciati si aggiungono all’inchiesta sulle false assunzioni per la regolarizzazione di extracomunitari che ha portato lo scorso gennaio all’arresto di un cittadino del Bangladesh e di due ragionieri commercialisti di Civitella del Tronto (poi scarcerati un paio di settimane fa). Il sodalizio era finalizzato a raggirare ignari clienti dello studio commercialista (con sede a Sant’Egidio alla Vibrata e Teramo) affinchè firmassero a loro insaputa richieste di assunzione per extracomunitari, permettendo così la loro regolarizzazione.

L’inchiesta era partita circa un anno fa quando ad un imprenditore recatosi allo Sportello Unico Immigrazione di Teramo per sbrigare alcune pratiche era stato riferito che a suo carico aveva 17 richieste di assunzione di altrettanti extracomunitari, da impiegare nella propria azienda. L’uomo aveva denunciato il fatto ai Carabinieri, dando così avvio alle indagini e permettendo di smascherare l’organizzazione che guadagnava su ogni immigrato che chiedeva la regolarizzazione dai 7mila ai 10mila euro. Dalla cospicua documentazione sequestrata nei due studi commercialisti, le indagini portate avanti dai Carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata si sono orientate a far luce sull’eventuale coinvolgimento consapevole di imprenditori nelle operazioni di regolarizzazione. E’ emersa quindi la complicità di 10 persone (tre extracomunitari, 6 cittadini italiani residenti in diversi Comuni della Val Vibrata e uno nell’ascolano) che sono stati denunciati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina finalizzata all’ingiusto profitto e falso ideologico. E’ emerso infatti che i titolari delle aziende si sono occupati personalmente di inviare al Ministero la documentazione necessaria per le regolarizzazioni di circa 50 extracomunitari che figuravano essere assunti alle proprie dipendenze.

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