SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le primarie di coalizione sono imminenti, ma a quanto pare i pensieri di Giovanni Gaspari sono già rivolti alla campagna elettorale, con Bruno Gabrielli principale e per ora unico destinatario di pesanti accuse e frecciate. Tutta colpa o quasi dell’ultimo manifesto elettorale sfornato dal candidato sindaco del Popolo della Libertà nel quale con una pernacchia sordiana ironizza sull’esito negativo del rapporto tra il primo cittadino uscente e la Fondazione Carisap in merito alla mancata realizzazione della Grande Opera.

“Mi fa le pernacchie, come i bambini – tuona Gaspari durante il faccia a faccia con Spadoni di mercoledì sera -Vorrà dire che gli regalerò le stelle filanti e lo zucchero filato. Non posso però non notare che la sua faccia non compare mai, forse si vergogna dopo quello che è accaduto alle scorse regionali. All’epoca mise la sua foto, ma non bastò a farsi candidare. Gabrielli fu assessore di un centrodestra che ha già governato a San Benedetto e che ha fallito”.

Una furia che si ripete quando la memoria torna all’ultimo consiglio comunale del 21 marzo: “Ha ritenuto di abbandonare il consesso al terzo punto dei quindici previsti. Questo tizio si presenterà alle elezioni di questa città ed è lo stesso tizio che da assessore provinciale al Turismo non è riuscito a dire una sola parola sulla vicenda della Geneviève”.

Ed in soccorso del numero uno di viale De Gasperi arriva pure Sinistra Ecologia e Libertà, irritata per il ruolo ambiguo ricoperto dal candidato del Pdl: “Trovo scandaloso che un assessore di Palazzo San Filippo sieda anche in consiglio comunale – ammonisce Spadoni – La sua duplice posizione lascia dei dubbi. Fossi stato consigliere avrei aperto ogni mio intervento con una richiesta di dimissioni. A dire il vero Gabrielli sarebbe ancora in tempo, dia un segnale”.

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