TERAMO – Per l’alluvione del 2 marzo in arrivo un primo stanziamento di 10 milioni di euro dalla Regione Abruzzo. Questa la prima dote dell’ordinanza attuativa del Decreto sullo stato di calamità per la provincia di Teramo, con la somma che sarà recuperata per un 60% dai ribassi d’asta delle opere pubbliche già appaltate, e per il restante 40% dalla Protezione Civile.

“Una somma che probabilmente potremo raddoppiare ma su questo mi riservo di fare ulteriore verifiche” ha affermato il governatore Gianni Chiodi intervenendo alla riunione con i sindaci convocata dal presidente Valter Catarra per fare il punto sulle questioni post-alluvione: in primo piano, naturalmente, l’incertezza sulla copertura finanziaria dei costi di risanamento del territorio e del ripristino delle opere pubbliche e private danneggiate alla luce di quanto previsto da un emendamento del decreto “milleproroghe” che sposta sulle Regioni parte del peso finanziario degli interventi in caso di calamità naturale.

“Abbiamo più di una ragione per sostenere che l’Abruzzo in particolare non ha altre risorse anche perché sta già facendo fronte al piano di rientro sanitario – ha spiegato Chiodi – ma tutte le Regioni contestano il provvedimento assunto dal Governo e hanno aperto un confronto per modificare la normativa”. Concetto, questo, espresso anche dall’assessore alla Protezione Civile, Gianfranco Giuliante: “Con lo stesso maxiemendamento il Governo ha stanziato 80 milioni per il Veneto, è lecito aspettarsi per l’Abruzzo lo stesso trattamento”.

L’assessore Giuliante nella giornata di oggi partecipa alla Conferenza Stato-Regioni mentre il segretario generale della Presidenza della Regione, Enrico Mazzarelli sarà al Dipartimento nazionale della Protezione civile per definire gli ultimi aspetti dell’ordinanza anche sulla base dei contributi forniti lunedì pomeriggio nell’incontro dei sindaci. Sarà l’ordinanza a dare corpo alle attività post-alluvione dovendo prendere le modalità di accesso ai benefici e ai contributi per gli enti locali e i privati danneggiati.

I fondi della calamità naturale dovranno essere gestiti da una struttura commissariale e Chiodi ha dichiarato che proporrà al Governo di nominare commissario straordinario il presidente Catarra. Quest’ultimo, chiudendo l’incontro, ha ribadito un concetto più volte espresso nei giorni scorsi: “a noi interessa poco se i soldi arriveranno dalla Regione o dal Governo: comunque sia li pretenderemo”.

Molto partecipata la riunione che oltre ai sindaci ha visto fra gli altri la partecipazione degli assessori regionali, Paolo Gatti e Giandonato Morra; degli onorevoli Tommaso Ginoble e Paolo Tancredi; dei consiglieri regionali Berardo Rabbuffo; Emiliano Di Matteo; Claudio Ruffini; Giuseppe de Luca.

I lavori sono stati aperti dall’assessore provinciale alla viabilità, Elicio Romandini che ha fatto il punto sugli interventi messi in atto fino ad oggi. In sala anche gli assessori provinciali al Turismo, Ezio Vannucci e Vincenzo Falasca della Protezione Civile.

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