SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Con l’aria che tira, una destinazione museale che collochi la Geneviève in ambito esclusivamente culturale  cozza contro l’idea oggi tanto diffusa soprattutto a livello nazionale che la cultura non meriti investimenti. D’altra parte gli enti pubblici, per quanto illuminati,  patiscono tagli sostanziali, in questo come in altri campi, per cui pare abbastanza difficile aspettarsi aiuti da loro, anche se il consorziarsi di Provincia, Comune, Regione potrebbe realisticamente strappare la nave atlantica alla sua agonia”: parla così il Circolo dei Sambenedettesi in merito alla vicenda della nave da pesca oceanica Geneviève, oggi dismessa e attraccata in banchina, che nei giorni scorsi ha rischiato di affondare dopo aver imbarcato acqua a bordo.

“Riterremmo pertanto che una cordata dell’imprenditoria locale a sostegno della Geneviève, meritoria per l’attenzione agli aspetti più qualificanti della storia cittadina, sarebbe un bel segno di maturità – si legge nella nota stampa – Se questo non dovesse avvenire auspichiamo che dello scafo siano salvate tutte le parti  salvabili perché possano essere conservate come porzioni significative di quel tutto che è stata la nave ai tempi della sua navigazione”.

Medesima la preoccupazione dell’Assimpesca: “Consapevoli dell’impossibilità di ristrutturare e rendere nuovamente attiva l’imbarcazione – sostiene il portavoce Nazzareno Torquati – e vista ormai inevitabile la sua demolizione, siamo a chiedere unitamente alla Lega Navale con il signor Luigi Anelli di aver salva la plancia nella sua interezza interna ed esterna e tutte le attrezzature movibili che potranno trovare custodia presso il manufatto ex Gem, di proprietà del Comune di San Benedetto del Tronto, in attesa di una definitiva collocazione”.

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