SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ho avviato i contatti con i Comuni della Riviera delle Palme per tentare di rendere più equa la tassa Tarsu per le strutture ricettive”: lo dice Luciano Pompili, responsabile provinciale della FederAlberghi, pronto a lanciare una battaglia in difesa di quegli hotel che a suo avviso sono “costretti a pagare un’imposta alta e spropositata”.

Pompili ritiene che sia possibile una soluzione intermedia, che consisterebbe nel riconoscimento ai locali adibiti ad attività alberghiera tre tipologie di destinazione d’uso con conseguente applicazione a ciascuna di esse di una diversa misura tariffaria. Le fasce, distinte, sarebbero rappresentate dalla categoria “Bar”, dalla categoria “Ristoranti e Cucine” e dalle “Camere ed aree assimilabili a civile abitazione”.

“Il Comune di San Benedetto – prosegue Pompili – pare aver compreso il problema e con l’assessore Canducci si è reso disponibile a livellarsi agli articoli di legge. I prossimi riguarderanno le realtà di Grottammare con l’assessore Alessandro Rocchi, Cupra e Massignano”.

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