SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La  Commissione tecnica di verifica Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente ha chiesto  alla Direzione Generale Valutazione Ambientale alcune integrazioni sulla realizzazione della Centrale di stoccaggio e trattamento di gas naturale che dovrebbe sorgere a San Benedetto del Tronto. Lo rende noto l’esponente di Futuro e Libertà per l’Italia, Pino Marucci.

“L’intervento è soggetto alla normativa del Decreto Legislativo 334/1999 quale industria a rischio di incidente rilevante dato che non rileva il fatto che il deposito verrà fatto su corpo geologico, e pertanto si chiede di chiarire gli aspetti relativi alla progettazione e tra gli altri: il modello statico ed il modello dinamico del giacimento e l’indicazione della pressione originaria, l’analisi qualitativa dei conseguenti eventi accidentali in grado di generare possibili impatti sull’ambiente ed una serie di relazioni su aspetti relativi al rumore, ai rifiuti, alle emissioni in atmosfera,  alle interferenze con la falda nel contesto idrogeologico, alle misure di compensazione per la emissione di gas serra come il metano”.

Il sindacalista dell’Ugl spiega inoltre come il 2 febbraio scorso il Direttore Generale per le valutazioni ambientali  del Ministero, Mariano Grillo, abbia chiesto alla Gas Plus Storage di fornire le dovute risposte integrative entro 60 giorni:  “Il termine non è perentorio ed a tutt’oggi nessuna risposta è ancora stata data. Continua e fortemente a far discutere e a preoccupare la città questa Centrale di mega stoccaggio di gas, prima depositato nelle viscere di San Benedetto del Tronto e poi rigenerato con un processo a caldo per essere riimmesso nel gasdotto. Rimane la stridente contraddizione tra una città a chiara  vocazione turistica ed una invasiva e negativa ipoteca che ne scalfisce l’immagine. Oltre tutto le integrazioni aggiuntive chieste dal Ministero dell’Ambiente alla Gas Plus, e successive all’assemblea al quartiere Agraria di mercoledì 19 gennaio, dimostrano la delicata invadenza dell’impianto di mega stoccaggio e le pericolose ricadute in sicurezza ed inquinamento ambientale”.

“Si affaccia – conclude – come turbativa, l’ipotesi di risorse finanziarie aggiuntive che la Gas Plus potrebbe dare al Comune, quale sorta di risarcimento per l’invasività in termini di sicurezza ed ambiente  della Centrale sul territorio; ma qualità  della vita ed ambiente , e sicurezza non sono beni negoziabili. Restiamo sempre dell’idea di fondo che la Centrale di mega stoccaggio e rigenerazione di gas impatta negativamente sulla nostra immagine turistica, rendendo questi costi ben superiori a qualunque compenso risarcitorio. Il sindaco e l’amministrazione comunale dicano chiaramente da che parte stanno”.

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