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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mike Joyce al Pao: l’ex batterista degli Smiths, la gloriosa band degli anni Ottanta, si è esibito dopo la mezzanotte al Pao di San Benedetto nella veste di deejay, un ruolo che, ricordando una celebre canzone del gruppo, non era molto apprezzato da Morrisey in particolare (il cantante e autore delle liriche). Ironia che Mike Joyce ha colto, proponendo proprio in apertura “Panic”, pezzo in cui il ritornello ripeteva “hang the deejay” (“impicca il deejay”).

Ironico e disponibile, Mike Joyce ci ha dichiarato che la sua canzone preferita degli Smiths resta Hand in Glove, l’hit con il quale il gruppo si impose alle attenzioni di pubblico e critica nel 1983, mentre non ritiene possibile una “reunion” della band, divisa tra l’altro negli ultimi anni anche da cause legali. Uno dei momenti forse più interessanti del “dietro alle quinte” è stato l’incontro tra una fans sambenedettese degli Smiths che il 14 giugno 1985, allora sedicenne, partì con un’amica, in treno, alla volta di Roma, sede dell’unico concerto degli Smiths in Italia. “Ero in prima fila e, a causa della folla, ad un certo punto fui costretta a salire sul palco, dove addirittura abbracciai Morrisey” ha raccontato, al che Joyce ha risposto ironicamente: “Allora ci siamo già visti, peccato però, non ti ho riconosciuto”.

Alcuni aneddoti raccontati da Mike Joyce prima della performance sono stati (a parere di chi scrive, ovvero una persona non neutrale e apertamente fan del gruppo di Manchester) molto interessanti. Ad esempio il fatto che Morrisey nel 1982, improvvisamente, impose al resto della band di chiamarlo, appunto, col cognome invece che, come fin lì avvenuto, con il nome Steve; o che lo stesso Morrisey, vegetariano e salutista, al termine dei concerti se ne andasse da solo in hotel, e solo in quel momento gli altri tre componenti del gruppo si davano alla pazza (e un po’ eccessiva) gioia. O infine, alla nostra domanda sulla sua attuale contagiosa allegria, rispetto alle immagini e alle fotografie d’epoca che lo vedono molto serioso, Joyce ci abbia detto “all’epoca volevamo darci l’aria da band impegnata, naturalmente Morrisey era dolente più che sorridente, e noi ci adeguavamo”. Insomma, Morrisey croce e delizia, fino a quando improvvisamente Marr, nel 1987, decise che la band non aveva più un futuro (nonostante, pare, i 5 milioni di euro che sono stati offerti per ripresentarsi assieme in un palco).

“Possiamo fare bella musica anche in un posto piccolo come San Benedetto” ha dichiarato Paolo Forlì, entusiasta per la presenza di Mike Joyce e per la concomitante serata di San Patrizio, “stiamo diventando un punto di riferimento come città”.

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