GROTTAMMARE – Un raggiante Luigi Merli, sindaco di Grottammare, ha presenziato alla cerimonia per i festeggiamenti per i 150 anni dell’ Unità d’Italia e per l’inizio dei lavori del Nuovo Polo Scolastico in zona Ischia.

L’avvio ufficiale è avvenuto in una maniera un po’ insolita nella mattinata del 17 marzo. E’ stato infatti interrato, nell’area dove sorgerà l’edificio, uno “Scrigno della Memoria”, un forziere contenente le lettere dei bambini delle elementari che verrà aperto tra cinquant’anni.

I festeggiamenti per l’Unità d’Italia sono sempre stati legati alla scuola primaria di Grottammare. Le elementari “Giuseppe Speranza” furono inaugurate nel 1911. Il sindaco di allora, Alceo Speranza (figlio di Giuseppe) sventolò per l’occasione una bandiera. Ebbene il 17 marzo 2011, il sindaco Merli ha mostrato proprio l’antico Tricolore in onore alla nuova scuola.

“Il polo scolastico sorgerà a breve – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Troli – comprenderà la scuola per l’infanzia, elementari e medie. Ci sarà la mensa con la cucina, una biblioteca e la palestra, un edificio distinto ma collegato con il plesso. Saranno necessari seicentocinquanta giorni per l’ultimazione”.

Subito una precisazione di Merli: “Il Parco Bau, collocato nel luogo dove sorgerà il nuovo Polo Scolastico, non verrà smantellato prima che sia pronta la nuova area dedicata agli amici a quattro zampe”.
La cerimonia è proseguita con delle letture da parte dell’assessore alla Cultura, Enrico Piergallini che hanno suscitato diversi applausi e un simpatico invito ai presenti, soprattutto ai bambini, da parte dell’assessore Daniele Mariani a presentarsi tra cinquant’anni per aprire lo scrigno.

Poi si è formato un piccolo corteo con poliziotti in alta uniforme, bersaglieri e la banda del paese che ha scortato lo scrigno fino al punto dove è stato sotterrato.

Una nota piacevole è stato l’incontro con una signora che chiameremo per rispetto alla sua volontà di non apparire, “la bambina del secolo scorso”. Partecipò anche ai festeggiamenti nel 1961 e grazie ai ricordi ancora vivi, confronta a distanza di 50 anni le due ricorrenze: “Avevo dieci anni, forse non capivo all’epoca l’importanza di questa festività, ma la mia maestra, che per l’occasione ci insegnò i canti risorgimentali (Addio mia bella addio; l’Inno di Garibaldi) riuscì a seminare, nei nostri piccoli animi, le radici della memoria. Il 17 marzo di cinquant’anni fa, tutti noi allievi delle elementari fummo accompagnati a Castelfidardo, per commemorare la famosa battaglia del 1860 grazie alla quale si rompeva l’ultimo diaframma che divideva il Nord dalle terre del Sud. Quella giornata la vivemmo rimanendo attenti e composti, perché la nostra maestra ci aveva insegnato che era la maniera giusta di presiedere a momenti così solenni. Oggi mi rammarico di notare che i bambini non hanno fatto altro che giocherellare con le bandiere e chiacchierare. Le famiglie e la scuola dovrebbero formare i piccoli italiani al rispetto, alla compostezza”.

La mattinata si è conclusa con l‘Inno d’Italia, cantato da tutti i presenti e il sindaco ha invitato i bambini a far volare nel cielo i simbolici 150 palloncini verdi, bianchi e rossi. E il cielo di Grottammare è diventato, per qualche secondo, tricolore.

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