SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo dal presidente del consiglio comunale, Giulietta Capriotti
“Nel momento in cui anche il nostro Comune si accinge a celebrare i 150 anni dall’Unità del nostro Paese, sento la necessità di rivolgere, anche a nome della massima rappresentanza democratica della nostra città, un invito alla cittadinanza a non perdere quest’occasione per esaminare con obiettività l’attuale condizione della comunità nazionale e trarne insegnamento per un riscatto collettivo. Il logo che caratterizza le celebrazioni è costituito da tre bandiere tricolori, a richiamare i tre “compleanni” sinora celebrati, nel 1911, 1961 e, appunto, 2011. Ritengo che vi sia una singolare analogia nella situazione economico – sociale di queste tre epoche.

L’Italia di inizio ‘900 è certamente un Paese in gran parte a vocazione agricola, con una questione meridionale che si delinea in tutta la sua drammaticità. La povertà è diffusa, ma sono già evidenti i riflessi di quella “rivoluzione industriale” che dall’Europa si diffonde anche nella giovane Nazione.
L’Italia del 1961 è quella che si prepara al “boom”, le conseguenze della guerra sono ancora tangibili ma l’aria nuova di un’esplosione della produzione e della diffusione della ricchezza si respira già intensa.
E l’Italia del 2011? La crescita continua e vigorosa dei decenni passati sembra un ricordo, la grande industria soffre tantissimo, la piccola e media impresa sembra aver smarrito le sue caratteristiche, capace per inventiva e flessibilità di adeguarsi al mutamento delle esigenze di mercato. La crisi attanaglia tutte le classi sociali generando sconforto, disorientamento, rassegnazione.

Dati negativi, insomma, non mancano: ma se si ragiona con l’ottimismo della volontà, è proprio nelle fasi di cambiamento e di “crisi” che l’Italia ha trovato in se stessa l’energia per “reinventarsi”.
Siamo un popolo unico che vive in una terra unica, e questo compleanno deve servirci a ritrovare il senso di stare insieme, di remare verso un’unica direzione, di “fare squadra” per mettere a frutto l’enorme potenziale di cui disponiamo.

Ecco, secondo me, quale deve essere la chiave di lettura di questo anniversario per viverlo senza cadere nella vuota retorica”.

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