dal settimanale Riviera Oggi numero 858 del 14 febbraio scorso

GROTTAMMARE – Troppi incidenti per la distrazione. “Via la patente dopo gli ottanta” così titolava un giornale di tiratura nazionale, un articolo del 1° luglio 2010. Proprio quest’estate si era alzata la polemica a causa della proposta del limite di età per la guida. Poi a settembre, il 15, un decreto legge emendato da Mario Valducci, presidente della Commissione trasporti alla Camera, determinò che sì, si poteva guidare senza limite di età, ma dopo gli ottant’anni, per il rinnovo della patente, ogni cittadino si sarebbe dovuto sottoporre ad una serie di visite accurate, presso una Commissione medica.

Fin qui niente di strano, anzi nel periodo in cui agli anziani capita che non abbiano più i riflessi adatti, per questioni di sicurezza stradale, è giusto sottoporli a visite approfondite. Ci mancherebbe, è per la sicurezza di tutti. Ma che abbiano costi umani, queste visite!!

La nostra attenzione sul rinnovo delle patenti nasce infatti da una segnalazione di un signore appena ottantenne di Grottammare, Francesco (ci ha chiesto di non scrivere il cognome e noi lo rispettiamo). Il pensionato, come da norma, aveva iniziato la procedura per continuare a guidare (fra i documenti allegati, il modulo per richiedere il rinnovo), rivolgendosi ad un’agenzia di pratiche automobilistiche. Gli è stata subito consegnata una lista della documentazione sanitaria da esibire, un elenco di numerose patologie, riguardanti i vari apparati, dal visivo, al cardiovascolare, passando anche per il sistema nervoso centrale e periferico. Nulla da obiettare da parte dell’anziano: “E’ giusto”.

Poi gli si dice che per le visite deve contattare la Commissione medica, alla quale è demandata la competenza della valutazione dell’idoneità psico-fisica alla guida di particolari tipologie di utenti. Tale Commissione si trova solo ad Ascoli e Fermo. Già emerge la problematica di come un signore, superati gli ottant’anni, debba andare così lontano. Ma non è finita qua. Francesco rimane sconvolto quando chiede il costo del tutto all’agenzia di pratiche automobilistiche.

Gli viene detto che per la pratica burocratica occorrono circa 130 euro, mentre per gli esami medici, a carico del richiedente, come previsto dalla normativa vigente, il costo può variare a seconda dello stato di salute da 350 euro in su. Per chi come Francesco dovrà sottoporsi a più visite, la somma da pagare si aggirerà intorno alle 680 euro.

Si comprende la necessità di verificare, in maniera approfondita, lo stato di salute del richiedente del rinnovo, ma non si può discriminare un anziano che prende una pensione di 450 euro al mese e non si può permettere tale cifra, visto che difficilmente arriva a fine mese. Infatti il grottammarese esclude la possibilità di poter pagare tale cifra e rinuncerà alla macchina.

Alcune considerazioni nascono spontanee. Molte persone pensano che non sia giusto che dopo gli ottant’anni, si continui a guidare. Purtroppo le statistiche confermano la probabilità che se una macchina imbocca l’autostrada o una rotatoria al contrario, ci sia proprio un anziano al volante.

Ma le sacrosante questioni di sicurezza, con questi costi, pendono solo a carico dei “poveri”. Chi ha una buona pensione, o è ricco, la patente la rinnova tranquillamente. Chi ha una pensione minima come il nostro lettore, invece, la patente la può lasciare nel cassetto. E’ giusto questo? Per noi no, per noi così si discrimina in base al reddito di una persona.

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