ANCONA – “Un insulto all’intelligenza dei cittadini”: così Marco Savelli e Cesare Procaccini, segretari marchigiani rispettivamente di Rc e Pdci, commentano le recenti esternazioni dell’assessore regionale all’Ambiente Sandro Donati che, in occasione dell’alluvione della settimana scorsa avrebbe confessato di non conoscere quali fossero le competenze in materia di manutenzione dei corsi d’acqua.

“Donati evidentemente non sa neppure dove vadano a finire le risorse che la Regione, tramite il suo assessorato, destina agli interventi in campo idrogeologico e per la messa in sicurezza del territorio. Gli resta solo una cosa da fare: dare le dimissioni – sentenzia l’opposizione di sinistra – Qualora ciò non avvenisse spetterà a Spacca mettere i cittadini al riparo da tanta incompetenza e superficialità”. Accuse condivise pure dal centrodestra, con Giacomo Bugaro (Pdl) che ha definito quelle di Donati delle “parole disarmanti”.

Il diretto interessato, dal canto suo, si difende da ogni addebito, precisando il senso delle sue parole: “Le mie frasi sono state estrapolate da un discorso più ampio. Non sta certo ad un assessore regionale conoscere chi è il funzionario competente alla manutenzione di un singolo corso d’acqua, peraltro classificati in modo diverso in relazione all’importanza e per i quali intervengono vari enti”. All’assessore invece, secondo Donati, competerebbe la capacità di far confluire le risorse finanziarie necessarie: “Aver ottenuto 56 milioni di euro dal ministero in pochi mesi di mandato è un risultato importante. Sta poi alla struttura tecnico amministrativa gestire le risorse mediante gli indirizzi politici”.

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