dal settimanale Riviera Oggi uscito in edicola il 21 febbraio 2011

GROTTAMMARE – Ruggine, acqua ristagnata, sterpaglie. Nel 1994 chiudeva il deposito di carburante IP (Italiana Petroli S.p.A.) nei pressi di Via Ischia a Grottammare. Furono tutti bonificati ed estirpati dal suolo, tranne tre. I restanti silos, bonificati e risanati, rimasero a disposizione del Comune in un’area che dal vecchio piano regolatore del 1997 prevedeva il risanamento dell’area circostante con realizzazioni edilizie pari a ventiquattro mila metri cubi (Teatro delle Energie, Istituto Tecnico per Geometri “Pericle Fazzini”, circolo anziani, parco alberato, centro commerciale, parco bau).
Nel 2005, con la delibera del consiglio comunale del 28 ottobre, si prevedeva quanto segue: “cessione dei tre manufatti metallici (silos per deposito carburante) con destinazione urbanistica D3 terziarie e D5 servizi punto b, come classificate dall’articolo 13 NTA (norme tecniche d’attuazione) del vigente PRG (piano regolatore generale). I tre depositi di carburante, dismessi, potranno non essere più demoliti, ma di essi si potrà prevedere il parziale recupero con ristrutturazione e modifica parziale delle sagome, con destinazione ad attrezzature per lo spettacolo, attività ricreative di ristoro e di svago, impianti sportivi e simili”.
Questo veniva previsto, lo ricordiamo, nell’anno 2005 e a oggi nulla è stato fatto e a certificare l’esistenza del bel progetto c’è solo un cartellone (vedi immagine fra le foto allegate).

La prima azienda a presentare il progetto e a garantirsi l’area fu L’Adriatica Srl per poi passare la palla all’attuale azienda proprietaria, la Special Price di San Benedetto del Tronto. Avendo avuto chiare lamentele da parte dei cittadini del quartiere, per la fatiscenza del cantiere, aperto, che prevedeva l’inizio dei lavori nell’anno 2005, ci siamo mossi per avere informazioni. Nella mattinata del 27 gennaio 2011, alle ore 10.00, abbiamo incontrato l’assessore all’Urbanistica, Marcello Capriotti del Comune di Grottammare che ci ha detto: “ Non posso sapere i motivi per cui il progetto non è stato portato a termine perché si tratta di una proprietà privata. Di fatto ricordo che durante le nostre riunioni partecipative, il problema era già stato sollevato da parte di qualche cittadino. Non possiamo intervenire obbligando il privato a terminare il progetto, possiamo però intervenire a richiedere la pulizia dell’area”.

E così è stato fatto. Siamo arrivati a lunedì 31 gennaio 2011, ore 11.22, cercando chiarimenti con i responsabili dell’azienda “Special Price” chiedendo loro come mai i lavori non siano mai stati portati a termine. “L’area è privata e ci facciamo quello che vogliamo”, questa è stata la risposta del responsabile del progetto degli ex silos IP e ha proseguito sostenendo: “Il progetto sarà portato a termine, e in questo preciso istante degli operatori stanno pulendo l’area”.
Casualità? Non lo sappiamo, la cosa certa è che il quartiere circostante si trova in un’area commerciale, scolastica, culturale e vedere un’opera incompiuta e arrugginita, forse da parte dei cittadini “partecipativi” non è piacevole.

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