clicca sulla destra per vedere il video. Aspetta il caricamento dello spot di dieci secondi. Servizio e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Concedere tre bis ad un pubblico che, durante l’esibizione, ha abbandonato le comode poltrone del PalaRiviera per stare lì, in piedi, come un canonico concerto rock richiede: ecco i Marlene Kuntz, non più roboanti, meno sonici e torbidi (ma questo lo si sa, ahimè, da un pezzo) eppure tutt’altro che passati.

Venerdì sera la band piemontese, guidata da un Cristiano Godano che sembra sempre quello degli esordi – ma con capelli corti e barba esistenzialista e abiti sempre parchi ma stilosi e non riot – si è esibita per la prima volta a San Benedetto (di recente era successo ad Ascoli e a Grottammare) non deludendo. Anche se, a parere di chi scrive, gli ultimi lavori in studio a volte sono opere di chi è rimasto in mezzo al guado (senza la delicata spensieratezza e orecchiabilità del pop, senza la ruvida asprezza dell’indie-grunge degli esordi, senza l’ironia o la solitudine del cantautore) restano comunque una band di alto livello e di provata esperienza.

Il tutto messo a frutto sul palco, con freschezza ed energia, forse aiutati anche da un album, Ricoveri virtuali e sexy solitudini, che quanto meno li ha privati di troppi eccessivi orpelli per consegnarli quali ora sono: una rock’n’roll band non più incavolata con il mondo ma che tuttavia ancora, da quel mondo (leggi: mainstream) non è accettata. E rispetto alle esibizioni live degli ultimi anni, il nuovo corso si sente. Positivamente.

Si possono dire tante cose, ma è chiaro, e Godano e compagni ne sono consapevoli, che i vertici di ogni loro esibizione si toccano quando i Marlene Kuntz affondano nelle canzoni degli esordi, perché Il Vile e soprattutto Catartica, alla metà degli anni Novanta, non sono più stati raggiunti, da loro e forse neppure da altri. Riascoltare Sonica, Nuotando nell’Aria, Lieve, Ape Regina è e sarà sempre un piacere.

Proponiamo intanto una galleria fotografica (clicca sulla destra), presto anche alcune “spore” (per usare il linguaggio noise della band di Cuneo) video.

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