Carnevale 2011. Giovedì scorso (grasso), sono iniziate ufficialmente le feste di Carnevale. Venerdì è stata Offida come sempre la meta preferita dai giovani di tutte le Marche ma anche oltre. Un appuntamento immancabile che ha riempito Piazza del Popolo, con “Lu Bove finto” che inseguito da giovani vestiti con una tunica biancorossa rappresenta un po’ la parodia di quanto si fa in Spagna a Pamplona, con tori veri, tra il 6 e il 15 luglio in onore di San Firmino di Amiens.

Il clou in tutte le Marche si avrà però domenica e martedì nel giorno di Carnevale che gli antichi ritenevano giorno speciale durante il quale: “Semel in anno licet insanire” una volta all’anno è lecito impazzire [Seneca].

Nel Piceno famoso quello di Ascoli con personaggi di ogni estrazione sociale che in maschera si riversano a piazza del Popolo per fare la parodia… anche di se stessi. L’ho visto una volta e ne sono rimasto molto entusiasta per la capacità ascolana di prendere e prendersi in giro. A San Benedetto è tutta un’altra storia e non meno gloriosa seppur a corrente (anni) alternata. Partito benissimo (negli anni 50 era secondo soltanto con quello di Viareggio) e formando artisti della cartapesta che ci invidiavano in tutta la penisola, venne azzerato completamente agli inizi degli anni 60 a causa di una polemica che coinvolse l’amministrazione comunale e i carristi per la mancata concessione di capannoni ove lavorare e custodire i carri. Nella foto gallery una foto di un carro del Carnevale 1952 dedicato alla canzone che vinse il festival di Sanremo “Papere e paperi”.
Dopo quasi un decennio di silenzio assoluto, a settembre 1969, i tantissimi frequentatori (tra i quali il sottoscritto) del Bar Massimo, sollecitati da un improvvisato comitato organizzatore, decisero di far ripartire la tradizione carnescialesca sambenedettese. Iniziammo così un lavoro di preparazione insieme agli storici costruttori di cartapesta (Gigi Torresi, Umberto Patrizi detto lu faocchie, Luciano Sansolini) che avevamo la fortuna di avere come amici nello stesso bar.
Noi più giovani scegliemmo il tema, i vestiti, le coreografie e loro realizzarono il carro interamente con le loro mani. I capannoni non c’erano ma non ci scoraggiammo, grazie a Guglielmo Neroni (oggi proprietario del Bar Blue Express, il vecchio Bar Massimo) che ci concesse il suo garage in via Nino Bixio. Fu un vero successo anche perché iniziammo un capitolo nuovo unendo al solito carro, uno stuolo di maschere in rappresentanza dell’argomento scelto.
Che era la parodia del film in auge in quei giorni “Brancaleone alle crociate”. Il sottoscritto vestito con gli stessi abiti del personaggio rappresentato nel film da Vittorio Gasmann, girò in groppa ad un somaro per tutto San Benedetto seguito dalla famosa armata con gli stessi costumi riprodotti e cuciti in modo certosino, grazie alla stoffa offerta da Giuseppe Valeri, con il sarto Giuseppe Collini a lavorare giorno e notte per mettere a punto la gioiosa armata. Nella foto il momento in cui la carovana sta per partire da una zona a fianco del faro.
Perché questo mio ricordo? A parte il fatto che vincemmo il primo premio, ho voluto far conoscere quanto avvenne in quel carnevale che risorgeva perché nelle nostre interviste di Emanuela Voltattorni ai nostri carristi di oggi, ho scoperto che finalmente i sambenedettesi ricominciano a costruirsi da soli i carri senza acquistare pezzi di carri da altre città, frutto di Carnevali degli anni precedenti. Era per me un vero scandalo che umiliava la nostra storia, mettendo in risalto una mancanza di idee e di artigiani della cartapesta che una città laboriosa come la nostra non poteva non possedere.
Ho visto infatti che oltre a costruirsi i carri da soli, oggi i vari organizzatori hanno anche idee adeguate ai tempi come fu in quegli inizi degli anni 70. A Brancaleone fece seguito lo storico Mao Ping mao Pong e l’anno dopo un grande orso con eschimesi attorno in riferimento all’avvento in Italia dell’imposta al Valore Aggiunto, l’Iva.
Approfitto dei miei ricordi per rilanciare un’iniziativa che gli amici di allora ogni tanto mi sollecitano, un incontro a cena per ricordare quei tempi. Si potrebbe iniziare con “Quelli di Brancaleone alle crociate“. Aspetto consensi e risposte (388 6595011).

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