MONTEFIORE DELL’ASO – Il comitato Villa Santi-Val Menocchia ribadisce le proprie posizioni contro la richiesta di installazione di un impianto a biomasse da parte dell’azienda Texon Italia.

Durante l’incontro pubblico del 25 febbraio scorso sul caso c’è da segnalare l’intervento della Provincia di Ascoli Piceno. Alla presenza di un vasto pubblico, è stata letta da un membro del comitato, una lettera dell’assessore all’Ambiente, Andrea Antonini, che dichiara che la Provincia ha fatto ultimamente un controllo alla Texon e ad altre fabbriche della vallata.

Per quanto riguarda proprio l’azienda in causa, l’ente provinciale avrebbe riscontrato tre violazioni:

1) La mancanza di accesso ai punti di prelievo discarico del depuratore

2) Presenza di fanghi ed oli esausti senza bacino di contenimento e mancanza di registrazione dei flussi di alcuni rifiuti come gli oli e le resine esauste.

3) Mancanza di accesso adeguato ai punti di emissioni in atmosfera e assenza dei manicotti di presa

Proseguendo la lettura si deduce che, l‘Arpam, una volta ripristinati i i punti di accesso per il prelievo (punto 1), dovrebbe fare controlli atmosferici e sulle acque del Menocchia.

La Provincia inoltre, sempre basandoci sulle dichiarazioni scritte di Antonini, provvederà a testare la qualità atmosferica di un area compresa tra la ditta Texon e la ditta Imac, lungo l’asse stradale.

Si legge che la locazione è stata indicata dai sindaci della Valmenocchia su richiesta dell’assessorato all’Ambiente provinciale che provvederà, all’affitto di una cabina mobile di monitoraggio atmosferico per il tempo necessario.

Dal sito della Provincia si leggono le caratteristiche del macchinario: “Ogni cabina è dotata di strumentazione automatica per la determinazione in continuo dei principali inquinanti atmosferici e dei parametri meteorologici e di un sistema di acquisizione ed elaborazione dei dati rilevati. Esse sono collegate in modo interattivo tramite modem al centro provinciale di raccolta ed elaborazione dei dati e quando vengono chiamate trasmettono i risultati delle misure effettuate permettendo un costante controllo dell’inquinamento”.

Si potrà controllare così  lo stato di salute dell’aria. Nella lettera di Antonini si legge anche che la cabina mobile sarà posizionata entro un mese. Ovvero verso la fine di marzo.

Soddisfazione da parte dei membri del comitato che richiede anche uno studio sulle attuali qualità dell’aria per farne un raffronto una volta si accendesse l’impianto a biomasse e uno studio epidemologico sulla cittadina, per evidenziare la presenza, se mai ci fosse, di una predisposizione a certe malattie. La sospensione della messa in servizio dell’impianto a biomasse, rimane comunque l’obiettivo ultimo del comitato. Si attende ancora il risultato del ricorso al Tar.

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