dal settimanale Riviera Oggi del 21 febbraio 2011

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oltre a essere un piano di riqualificazione, l’intervento di Viale De Gasperi avviato durante l’amministrazione Martinelli è stato un’opera di manutenzione straordinaria”. A parlare è l’ingegnere Cesare Buonfigli, dirigente dell’Ufficio lavori pubblici del Comune (all’epoca della giunta Martinelli) e titolare del progetto di ristrutturazione del lato ovest del viale avvenuto tra il 2003 e il 2005 a un costo di 187.795 euro.
A seguito dell’approfondimento riguardo alla serie di paletti posti lungo i marciapiedi di entrambi i lati della strada e delle nostre videointerviste rivolte ai cittadini per conoscere le loro opinioni riguardo alla viabilità di una delle strade più importanti della città, abbiamo incontrato l’ingegner Buonfigli il quale ha illustrato l’impostazione iniziale del progetto che avrebbe reso Viale De Gasperi una “superstrada pedonale” dove i veicoli erano “ospiti” dei pedoni e non il contrario.

LA FASE PRELIMINARE
Nella fase antecedente la ristrutturazione del lato ovest del marciapiede, vi era innanzitutto la necessità di un rifacimento della fognatura delle acque bianche e delle fosse settiche dei palazzi poiché quest’ultime erano piuttosto ampie e considerate perciò non a norma. Ai condomini fu così imposto di procedere alla messa a norma delle fosse settiche nella quale l’Amministrazione comunale contribuì nella posa e nelle opere di allaccio.
Successivamente, come spiega l’ingegner Buonfigli, era possibile procedere con la ristrutturazione dei marciapiedi attraverso l’introduzione per Viale De Gasperi di una zona a traffico limitato alla velocità massima di trenta chilometri orari, dove i pedoni sarebbero stati “privilegiati” rispetto alle autovetture già a partire dal rialzo dei passaggi pedonali al fine di evitare, ad esempio, la sosta veloce delle autovetture su di essi.

CIRCOLAZIONE DEGLI AUTOMEZZI PESANTI
Per quanto riguarda la circolazione degli automezzi pesanti, il progetto prevedeva poi il divieto di transito per questa categoria di veicoli nella serie di vie laterali a quella di Viale De Gasperi attraverso un accordo con i Vigili del Fuoco e la Picenambiente riguardo a un piano di viabilità alternativa; in sostanza, il piano vietava la circolazione di questi mezzi per evitare le difficoltà di manovra di quest’ultimi quando transitavano per immettersi nel viale. Il piano di viabilità alternativa, facente parte del progetto, finì però per non essere attuato permettendo così agli automezzi pesanti di transitare da e per il viale, circolando sui dissuasori e danneggiando così la pavimentazione dei marciapiedi.
Al termine di queste due premesse l’ingegner Buonfigli prosegue nell’illustrazione del progetto entrando nel merito della questione dei paletti disposti lungo il marciapiede che insieme all’acquisto del travertino, della segnaletica verticale, delle ringhiere e dei cestini hanno avuto un costo pari a 55 mila euro. Contrariamente a quanto supposto, l’ex dirigente dell’Ufficio lavori pubblici smentisce del tutto l’ipotesi secondo cui le colonnine di ghisa sarebbero state poste per essere poi collegate con delle catene al fine di favorire l’attraversamento dei pedoni solo dove erano presenti i dissuasori.

IL PROGETTO DI UNA “SUPERSTRADA PEDONALE”
“L’idea di partenza – spiega Buonfigli – era quella di sviluppare un percorso pedonale protetto che a partire dalla sede del Comune si sviluppava fino ad attraversare Viale De Gasperi per poi arrivare in centro. Mediante la disposizione delle colonnine di ghisa era possibile appoggiare delle transenne che avrebbero funto da appoggio a delle fioriere”.
Questa parte del progetto avrebbe introdotto dunque un’idea nuova per la città poiché avrebbe chiamato in causa la collaborazione dei commercianti, i quali avrebbero avuto modo di entrare in “competizione” curando la propria fioriera al di sotto della quale, era possibile esporre il logo o l’insegna della propria attività.
“Certamente – prosegue l’ingegner Buonfigli – le fioriere erano quelle che avrebbero comportato il costo più elevato ma potevano essere acquistate grazie al corrispettivo degli sponsor che avrebbero potuto esporre il proprio marchio”.
Insomma, se da una parte le fioriere e le transenne avevano lo scopo di rappresentare una protezione per i pedoni, dall’altra avevano l’obiettivo di sviluppare un grande “traffico pedonale” da cui specialmente i commercianti ne avrebbero tratto beneficio. Anche qui però la progettazione delle transenne e delle fioriere e più in generale il compimento dei lavori, purtroppo non ha avuto un seguito né da parte dei commercianti né da quella delle due Amministrazioni comunali che si sono succedute. Per via delle difficoltà di attraversamento dei pedoni verso le auto parcheggiate…
Al momento il lato ovest del viale, come precedentemente illustrato nella fotogallery, è rimasto dunque incompiuto. Ci si potrebbe chiedere perciò se la disposizione di quella serie di paletti privi delle transenne e delle fioriere rappresenterebbe un pericolo qualora si verificasse un incidente specie per chi preferisce spostarsi in bicicletta per le vie del centro. Al riguardo, l’ingegner Buonfigli non esclude del tutto l’eventuale rischio rassicurando però che le colonnine di ghisa sono a norma poiché la loro altezza va oltre i novanta centimetri previsti per quelle strade che rientrano nella zona a traffico limitato.
“Il marciapiede rialzato insieme all’allestimento delle fioriere dovevano creare una situazione di sicurezza per il pedone e farlo attraversare solo nei punti stabiliti – aggiunge Buonfigli riferendosi ai dissuasori – determinando anche una condizione di sicurezza per gli automobilisti. La differenza – spiega l’ingegnere – è che mentre prima il pedone era costretto a fermarsi ogni qual volta doveva attraversare, ora in teoria potrebbe continuare a camminare”.
Al mancato completamento dell’intervento di ristrutturazione del lato ovest del marciapiede si aggiunge inoltre la differenza del disegno attraverso cui è stato realizzato il rinnovo del lato est di Viale De Gasperi se si considera la diversità riscontrabile tra le due pavimentazioni e le loro dimensioni. Nel lato est, il marciapiede risulta essere poco più basso rispetto al lato ovest e in alcuni punti oltre a essere presenti le colonnine di ghisa ce ne sono alcune molto più basse e fatte di un diverso materiale quale l’acciaio.

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