SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come Berlusconi. E’ il paragone più gettonato per descrivere il clamoroso dietrofront di Giovanni Gaspari in merito alla polemica sulla stampa sambenedettese, che il primo cittadino avrebbe definito “pessima” nel corso di una recente assemblea del Partito Democratico. Un condizionale d’obbligo, considerata la secca smentita arrivata nella mattinata di lunedì dal diretto interessato:  “Non sono così sciocco da non misurare le parole. Sono una persona moderata nell’esporre, posso aver fatto varie considerazioni sul ruolo dell’informazione, ma non ho mai usato certi termini. Un intervento di mezz’ora è stato racchiuso in cinque righe. E’ stata una sintesi forzata, nella quale con una parola si è racchiusa un’idea”.

Idea secondo il sindaco totalmente differente, almeno ufficialmente: “La stampa ha un ruolo importante, indispensabile e deve essere indipendente. Sarebbe un peccato se fosse consenziente. Tuttavia ho la sensazione che qualche volta si ceda alla tentazione della polemica a tutti i costi, perdendo il vero nocciolo delle questioni. Capita che la politica venga spettacolarizzata”.

Tutta colpa quindi della redattrice del verbale, a quanto pare sorda ed imprecisa, e di chi ha erroneamente reso pubblico un documento che sarebbe dovuto rimanere privato ad uso esclusivo dei soli iscritti al partito.

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