SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Centrocampista gentleman. Fabrizio Malizia, alla sua seconda stagione in maglia biancoceleste, in campo come fuori fa vincere la correttezza. Pacato ma coriaceo, energico ma con garbo, tempestivo ma con eleganza, così il centrale del Porto d’Ascoli scende ogni sabato in campo dando lezioni di grande lealtà sportiva.

Fabrizio, lo scorso campionato a lottare per non retrocedere, quest’anno a lottare per i play off.
“Dopo la salvezza molto sofferta dell’anno scorso, quest’anno il primo obiettivo che ci è stato chiesto è stata una salvezza tranquilla; a 7 partire dal termine questo traguardo è stato ampiamente raggiunto, anche se ora ci sarà da soffrire parecchio per aggiudicarsi un posto nei play-off”.

A questo punto della stagione, ti aspettavi questa posizione in classifica?
“Sinceramente no perché sin dall’inizio si era capito che questo sarebbe stato un campionato molto competitivo con 7-8 squadre davvero ben attrezzate. Dopo qualche difficoltà iniziale, invece, abbiamo iniziato ad acquisire la consapevolezza che anche noi potevamo dire la nostra. Senza dimenticare che dopo due partire abbiamo perso per un grave infortunio Daniele Cipolloni, giocatore in grado di fare la differenza in mezzo al campo”.

Superlativo il match a Servigliano, una incredibile rimonta simbolo di una squadra dal grande carattere.
“Vero, avevamo bisogno di una prestazione di questo tipo. Non era affatto facile recuperare 2 gol ad una squadra come il Servigliano, capolista e migliore difesa del campionato. Diciamo che siamo stati bravi e aiutati un po’ dalla fortuna, cosa che negli ultimi tempi c’è un pò mancata”.

Ma dove può arrivare questa squadra e Fabrizio Malizia?
“Ci sono tutte le componenti per fare bene per cui a questo punto del campionato sognare sia più che lecito. Intanto raggiungiamo i play off e poi si vedrà. Personalmente spero di continuare a dare il mio contributo alla squadra; ma la cosa che mi più mi preme è essere un punto di riferimento per i ragazzi più giovani, soprattutto dal punto di vista comportamentale perché calcisticamente sono davvero tutti molto forti”.

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