SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata da Luigi Pulcini alla nostra redazione e alle forze dell’ordine di San Benedetto del Tronto in merito alla situazione del Florentia World, locale molto popolare che si trova nella zona di Ragnola e già tempo fa oggetto di un profondo dibattito proprio nelle pagine di questo giornale.

Circa un anno fa il sottoscritto si fece promotore di un’iniziativa di denuncia di una intensa attività di disordine pubblico che settimanalmente si verifica in località Ragnola a Porto d’Ascoli. Le ripetute denunce telefoniche alle locali autorità, Polizia e Carabinieri, portarono presto a comprendere che i disturbatori erano destinati a rimanere costantemente impuniti, mentre i disturbati continuano a essere tuttora oggetto di palesi violazioni del codice civile, del codice penale e del codice della strada, oltre che vittima di inaudita inciviltà, senza che si riesca a porvi alcun rimedio.

Gli unici risultati, numericamente pochi e fattivamente scarsi, che siamo riusciti a ottenere in mesi di proteste sono stati degli sparuti interventi, tesi a placare la nostra soddisfazione di cittadini lesi, più che a prevenire la miriade di infrazioni che ogni settimana si verifica sotto il nostro sguardo. E, per assurdo, il cittadino onesto che chiede semplicemente che sia tutelato il suo diritto al sonno, alla salute, alla quiete e alla civiltà diventa, in uno strano meccanismo da legge del più forte, un cittadino importuno che vien facile da classificare come rompiscatole (e ci rammarica aver ricevuto simili appunti non solo dai molestatori ubriachi che si affollano sotto le nostre finestre, ma anche da qualche agente stanco – a suo dire – di ricevere le nostre ripetute e più che legittime telefonate di denuncia).

Ora, senza avere alcuna pretesa di addivenire nell’immediato a una soluzione, mi preme tuttavia sottoporre alla vostra attenzione una problematica di ordine e sicurezza che sta travalicando ogni limite, non solo sotto gli occhi impotenti e francamente ormai stanchi di cittadini onesti e rispettosi della legge, ma – quel che amareggia di più – dinanzi alla più totale disattenzione del Forze dell’Ordine, per definizione preposte a garanzia del rispetto dell’ordine pubblico e invece costrette ad alzare le mani dinanzi a simili situazioni.

Per le ragioni fin qui esposte, gradirei che mi si chiarisse se, a vostro avviso, la situazione rappresentata dalle foto allegate rientra in una normale attività di ristorazione o se invece, come pare a noi, si sia effettivamente oltrepassato ogni limite.
Il locale mostrato in foto, “Florentia World”, sito in località Ragnola a Porto d’Ascoli, durante il fine settimana (il sabato in inverno, quasi tutti i giorni, ma soprattutto dal giovedì alla domenica in estate) si trasforma come potete voi stessi verificare. Un locale che può contenere circa 700 persone innalza una recinzione mobile per espandere il proprio spazio al piazzale ad esso antistante. Palizzata che, come si vede bene, si estende per tutta la lunghezza del locale e viene riempita da una folla gremita di persone che non sono riuscite a trovare posto all’interno del locale.

Risulta assai difficile che una simile installazione possa essere conforme ad alcuna norma sulla sicurezza. Infatti, entrambi gli accessi del locale, che rappresentano anche le sue uniche uscite di emergenza, vengono di fatto chiusi a brevissima distanza da una parete invalicabile, ancorché mobile, dietro la quale si consente persino il parcheggio di autovetture, ad ulteriore occlusione delle possibilità di fuga.
Pertanto, se il locale può contenere circa 700 persone e ce ne sono circa 2-300 al suo esterno, stiamo parlando di un migliaio di persone che, nel malaugurato caso di emergenza, si troverebbero costrette a evacuare passando dall’unico pertugio che rimane aperto, ben evidente nella foto flo02.jpg.

È inoltre inutile che io stia a sottolineare quali e quanti disagi una simile folla di persone che si assembrano ogni fine settimana fino a notte fonda in prossimità di civili abitazioni possa creare. Soprattutto in considerazione del fatto che il locale sembra fare la sua fortuna su una politica di distribuzione di alcolici a buon mercato. Vi lascio, perciò, immaginare lo stato in cui si trovano la maggior parte di queste persone quando lasciano il locale.

La mia famiglia sta raggiungendo livelli preoccupanti di esasperazione, ormai costretta da diversi mesi ad adeguare il proprio orologio biologico ai ritmi inconcepibili di giovani che non trovano di meglio da fare che disfarsi nell’alcool e nella droga. Molte altre famiglie del circondario lamentano inutilmente le stesse situazioni. Siamo soli e inascoltati, non soltanto quando invochiamo il diritto alla quiete o quando manifestiamo la preoccupazione per una possibile degenerazione, ma anche quando chiediamo alle autorità se sia giusto che i disturbatori possano agire di fatto indisturbati, mentre le parti lese debbano sempre e comunque tacere, sopportare e adeguarsi a uno stato di palese violazione di norme e diritti. L’auspicio è che l’essere abbandonati a se stessi a fronteggiare questi problemi, non debba sfociare presto o tardi in qualche episodio di violenza che finora è stato miracolosamente evitato.

Disponibile a qualsiasi chiarimento desideriate avere in merito alla questione, sarei ben lieto di ricevere da voi udienza per verificare quali soluzioni sia possibile trovare al problema.

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