ANCONA – A nemmeno un anno dall’accordo di programma che vede la Regione Marche come capofila della Rete regionale per la tutela delle tartarughe marine insieme con le Aree protette costiere, la Fondazione Cetacea, le Capitanerie di porto, l’Arpam, il Cnr-Ismar di Ancona e il Corpo Forestale dello Stato, si è svolto presso l’assessorato all’Ambiente un incontro per verificare lo stato di attuazione dell’intesa.

“La Rete regionale – spiega Sandro Donati – ha l’obiettivo di favorire le azioni di salvaguardia di questi antichissimi rettili che rivestono un’importanza fondamentale per l’ecosistema marino. Grazie ad essa, quando un esemplare viene rinvenuto lungo la nostra costa, si attivano le Capitanerie di porto e le Aree Protette interessate (Parco Monte San Bartolo, Parco del Conero e Riserva della Sentina) che provvedono a recapitare gli animali più compromessi alla Fondazione Cetacea e da qui, dopo un periodo di ricovero, vengono reimmessi in libertà”.

“Nonostante la limitatezza dei trasferimenti statali – sottolinea l’assessore – anche per le attività di quest’anno siamo riusciti a stanziare la stessa somma del 2010, un contributo prezioso destinato in parte per le attrezzature e in parte per le attività di trasporto e cure mediche”.

“E’ chiaro – conclude l’Assessore – che con le poche risorse a disposizione è difficoltoso provvedere a tutte le fasi afferenti la cura e la detenzione degli animali recuperati (spese veterinarie e per medicinali, per l’approvvigionamento alimentare, per le strutture di ricovero, ecc.) e sarà opportuno lavorare per allargare la Rete per la tutela delle tartarughe alle Regioni confinanti, in modo da ottimizzare funzioni e risorse”.

Durante l’incontro sono state anche fissate le priorità per il 2011 quali, divulgazione della presenza e delle problematiche della tartarughe marine nelle acque adriatiche, informazione ai pescatori e attività di ricerca finalizzata alla conservazione.

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