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Intervista Pier Paolo Flammini, riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno.

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Venticinquemila auto al giorno, un “bottino” di 25 mila euro al giorno, approssimativamente circa 9,125 milioni di euro l’anno: l’affare del pedaggio della superstrada Ascoli-San Benedetto non è questione di bruscolini. Quel “bottino” (è il caso di chiamarlo proprio in questo modo) prelevato dalle tasche dei cittadini piceni e dei loro visitatori serve all’Anas per ripianare un debito cospicuo accumulato negli anni, e il Governo sembra intenzionato a percorrere fino in fondo questa strada – per l’Ascoli-San Benedetto ma anche per altre superstrade italiane tra cui il raccordo di Roma – poiché, altrimenti, la situazione finanziaria dell’Anas rischia il collasso.
E la sentenza del Tar del Lazio di ieri, martedì 22 febbraio, non rallegra eccessivamente gli esponenti del Partito Democratico piceno che, attraverso le parole del capogruppo consiliare Emidio Mandozzi, del presidente provinciale Antimo Di Francesco e del sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari hanno annunciato una mobilitazione costante e continua fino a “manifestazioni eclatanti, con tanto di blocco della Superstrada e di manifestazione a Roma”.
“Il Tar ha accolto il ricordo della Provincia di Roma e di altri enti in merito al sistema di pagamento forfettario in vigore dal 5 luglio al 1° agosto 2010 all’uscita del casello autostradale di San Benedetto – spiegano gli esponenti del Pd – ma non si è espresso sul sistema di pagamento free flow di cui si discute ora”. Il free flow è un sistema attraverso il quale vengono fotografate le targhe delle auto in entrata e in uscita e poi recapitate ai possessori il totale da pagare per il transito.
Per cui il Pd continua la sua forte protesta contro questa nuova imposizione fiscale: “Abbiamo già raccolto 8500 firme in due settimane – spiega Mandozzi – mentre l‘Idv ha già pronte 4500 cartoline di protesta. Ma anche il Map, che appoggia il centrodestra di Celani, è contro questo provvedimento”. Mandozzi spiega come, per passare alla fattiva applicazione del “free flow” (c’è da chiedersi anche se non esistano terminologie più adatte alla comprensione popolare ma anche per chi mastica l’inglese: “free” sta per libero ma anche “gratuito”, “flow” è “flusso”… ndr), manca soltanto l’ultimo sì, quello del Ministero dell’Economia: “Il viceministro alle Infrastrutture Castelli e il ministro alle Infrastrutture Mattioli hanno ribadito, nonostante la sentenza del Tar, che si va avanti con l’ipotesi pedaggio. L’Anas, dopo la pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 13 settembre, è già pronta per l’applicazione del pedaggio“.
“Non abbassiamo la guardia – continua Mandozzi – I cittadini sono preoccupati e noi con loro. Ho parlato coi dirigenti dell’Anas che dicono che, se il Governo non applicherà le tariffe, sarà un problema del Governo, e io mi chiedo perché i cittadini piceni devono pagare per risolvere incapacità di chi sta ai posti di comando. E mentre in altre zone enti governati dal centrosinistra e centrodestra sono compatti nel presentare ricorsi e nel protestare, nel Piceno vediamo un presidente della Provincia come Celani che invece sta zitto e dice soltanto che andrà a parlare con Mattioli, invece di contribuire alla nostra battaglia”.
“In una fase economica tanto critica ecco che il Governo tassa letteralmente il Piceno – afferma Antimo Di Francesco – Avevano detto che ci avrebbero aiutato istituendo una zona franca, il credito di imposta e gli incentivi per i reparti produttivi, questo invece è il regalo. Questa è una tassa che colpisce la produzione e i lavoratori, con effetti anche sulla viabilità e l’inquinamento sulla Salaria. Organizzeremo dei pullman per protestare a Roma entro fine marzo mentre il 5 marzo dalle 10 alle 13 presiederemo tutti gli svincoli della superstrada per informare gli automobilisti, molti dei quali ancora ignari di quel che sta accadendo”.
Il sindaco Gaspari, da parte sua, afferma che “questo è il Governo della politica mediatica, degli annunci a cui non seguono fatti. Celani vuole dire a Mattioli di posticipare di cinque anni il pedaggio a pagamento: ma che significa? Il pedaggio o serve e si accetta, o non serve e ci si batte contro”.

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