SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Combattente inglese in Italia nella Seconda Guerra Mondiale, la penisola gli diede l’Amore, la Famiglia. Harry Shindler oggi vive a Porto d’Ascoli, ma la sua casa è il mondo.

Detective della memoria, dedica le sue ampie energie intellettuali alla ricerca di tracce, percorsi di vita interrotti dalla Guerra. Ricostruisce storie che sessant’anni fa ebbero una Fine senza happy end, e senza sepoltura, senza una tomba in cui qualcuno possa piangere.

Ricostruisce storie e dà volto e sembianze a vicende rimaste misteriose.

Il suo ultimo regalo alla Memoria senza consolazione riguarda un’altra cittadina inglese che vive nel Piceno, la signora Gioia Gordon, madre del proprietario del noto ristorante Rustichello. Lo zio della Gordon risulta disperso in guerra dal lontano 1943, dallo sbarco degli Alleati in Sicilia.

Peter James Delley, si chiamava. Appena diciannovenne, era imbarcato sul mercantile Fort Pelly adibito al trasporto di munizioni al servizio delle navi da guerra. Venne colpito e affondato. Da quel momento, del giovane marinaio non rimase nulla. Non una tomba, solo una lapide, a Londra, dedicata al ricordo di coloro che, imbarcati su navi non militari, persero la vita nel conflitto.

E Shindler, quella lapide, l’ha scovata, nel quartiere portuale della capitale inglese, vicino al fiume Tamigi. Con il nome di Delley.

Martedì mattina, alla nostra presenza, l’amabile “detective” ha consegnato la foto della lapide alla signora Gordon.

A breve la prestigiosa casa editrice Baldini Castoldi Dalai pubblicherà il libro “Il cacciatore di ricordi”, scritto da Shindler assieme al giornalista Marco Patucchi.

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