SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lo spauracchio dei tagli finanziari a cascata dal Governo alla Regione all’ospedale di San Benedetto preoccupa la politica locale. Nei giorni scorsi il sindaco Gaspari ha lanciato di nuovo l’allarme chiedendo che la Regione non penalizzi un territorio, quello della costa picena, dove già la spesa sanitaria pro capite non è ai livelli massimi delle Marche.

Interviene nel dibattito il candidato sindaco della lista civica Forza San Benedetto, Gabriele Franceschini, che in una nota afferma: “La nostra indignazione, rispetto a quanto da noi denunciato solo tre giorni fa, si accresce allorché leggiamo le grida del Sindaco di San Benedetto del Tronto a proposito del nostro ospedale e della nostra salute. E viene da chiedersi: ma di cosa avranno parlato il governatore delle Marche ed il Sindaco appena dieci giorni fa? Il sindaco “non ne so niente” (vedi piazza Kolbe, ztl, mega stoccaggio di gas, e via dicendo) preannuncia barricate. Ma non sarà il caso di chiedere di persona, più che a mezzo stampa, ai nostri rappresentanti in Regione, a cominciare dagli assessori Canzian e Donati ed a finire con i consiglieri Camela, Natali, Perazzoli e Trenta? Cosa ci stanno a fare? E dire poi ai cittadini come stanno le cose? Cosa succederà nel 2012 e nel 2013 allorché i trasferimenti in meno saranno rispettivamente di 170 e 240 milioni di euro in rapporto al taglio del 2011 pari ad 80 milioni? E già, Pesaro ha la sua Azienda, mentre il Piceno no”.
Franceschini poi chiede: “Perché è più credibile il cittadino del nord delle Marche? Il clamore del mezzo stampa è solo propaganda. Un sindaco, se ne ha le capacità, deve adoperarsi esclusivamente sul piano istituzionale, attivando impegno proficuo, garbato, convincente e contemporaneamente credibile. Coinvolgendo, senza proclami, le istituzioni paritetiche e sovraordinate. E’ nei rapporti costanti di giusto e reciproco rispetto che si ottengono risultati. E quanto sta per accadere alla nostra sanità e al nostro territorio potrebbe essere la logica conclusione di atteggiamenti di sfida e di polemica”.

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