SAN BENEDETTO DEL TRONTO – All’aggettivo “traditore” preferisce quello di “incoerente”. Daniele Primavera incassa la scelta di Sel di convolare a nozze con Gaspari, ma non rinuncia ad una prevedibile resa dei conti. Che inizia con una previsione: “Se vinceranno non incideranno minimamente all’interno della coalizione. Non hanno possibilità di emergere, nemmeno se ottenessero l’assessorato all’Urbanistica: verrebbero cacciati al primo screzio”.

A stupire l’esponente di Rifondazione Comunista è soprattutto l’inversione totale dei vendoliani nel giudizio dell’amministrazione comunale uscente: “A fine 2009 – tuona il consigliere, mostrando dei ritagli di giornale d’annata – Spadoni chiedeva al Pd di archiviare con coraggio e definitivamente l’attuale esperienza amministrativa, aggiungendo che solo affermare la non ricandidabilità dell’attuale sindaco può consentire al centrosinistra di avviare un percorso comune. Cosa è cambiato nel frattempo? Lo dicano, è giunto il momento”.

Sinistra Ecologia e Libertà aveva inoltre posto due condizioni imprescindibili per un accordo col Pd, che prevedeva sia il ritiro della MegaVariante che la conseguente annessione di Rifondazione al tavolo delle trattative: “L’atto formale dell’abbandono del progetto non c’è, né tantomeno il nostro ingresso in coalizione. Anche per colpa nostra, ci mancherebbe”. E ancora: “Sono già stati cacciati una volta, pur non essendo in consiglio comunale; come fanno a ricascarci di nuovo? Su quale base firmano un accordo letteralmente identico a quello, tradito, del 2006?”

Finito di fatto isolato, Primavera lancerà a questo punto una lista autonoma, allo stesso tempo aperta a tutti i movimenti (civici e non) interessati all’annessione: “Martedì 22 ci incontreremo al Cinema delle Palme per cominciare a discuterne”.

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