SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prima le notizie. Eccole: al massimo entro la metà di aprile, “se non ci saranno intoppi”, lo stadio Riviera delle Palme sarà completato; la ditta che si incaricherà di sistemare i pannelli fotovoltaici è la Troiani&Ciarrocchi di Monteprandone; probabilmente lo stadio avrà anche un maxi-schermo; e probabilmente anche una illuminazione esterna a led rossi e blu che garantirà una visuale della struttura di notte, anche dall’autostrada; inoltre la società rossoblu ribatte ancora sulla situazione dei campi da gioco e, infine, spunta da parte della Troiani&Ciarrocchi una disponibilità a “valutare” un aiuto alla Samb (“Faremo la nostra parte” dice il presidente Renato Ciarrocchi) e rispolvera un progetto in partnership tra Troiani&Ciarrocchi, Comune di San Benedetto e Samb che, coprendo di pannelli fotovoltaici le strutture comunali, potrebbe garantire un introito nelle casse rossoblu di 600-700 mila euro per vent’anni.

Insomma, tante carne al fuoco nella conferenza stampa di venerdì 18 febbraio alla quale hanno partecipato, oltre Renato Ciarrocchi, anche il dirigente rossoblu Roberto Pignotti e l’ingegnere Enrico Cinciripini, progettista della copertura e messa a norma del Riviera delle Palme.

STADIO “Entro due mesi al massimo, ma credo entro la fine di marzo, l’impianto sarà definitivamente completato”: Enrico Cinciripini segna una linea e spiega anche perché ci siano stati dei ritardi rispetto a quanto preventivato inizialmente: “Ci sono state delle difficoltà burocratiche relativi a due articoli della convenzione col comune (articoli 20 e 21) e poi anche alcune questioni bancarie imprevedibili”.

In pratica dopo il 2010 gli incentivi per il fotovoltaico sono diminuiti del 20% e inoltre Medio Credito e Banca Intesa hanno difficoltà a stringere accordi di un certo tipo con soggetti (Alba Energy Saving e Busi Energia) di proprietà svizzera. Ciò ha comportato due cose: che per l’installazione di pannelli ci si è dovuto rivolgere ad altro soggetto rispetto quello iniziale, e la scelta è caduta sulla Troiani&Ciarrocchi, oltre che per la serietà ed esperienza trentennale, anche perché impresa del posto. Inoltre l’investimento iniziale, certo ricompensato dagli incentivi statali e dalla produzione elettrica, in pratica pesa sulle spalle di Spina, Bartolomei e Pignotti. “Noi diamo una mano – spiega Renato Ciarrocchi – ma quello che stanno facendo loro va al di là di qualsiasi aspettativa. Forse non ben compresa dalla città e dal Comune”. Si parla di tre milioni di euro.

La riduzione degli incentivi inoltre ha portato alla necessità di ampliare le “autorizzazioni” per avere una maggiore potenza fotovoltaica installata. Si è così passati da sei terreni a dieci, ognuno dei quali del valore di 250 mila euro.

“Si sono allungati i tempi ma è tutto sotto controllo” spiega Cinciripini. Anche se a causa dei problemi finanziari le maestranze impegnate nei lavori hanno dovuto tenere duro: “Ma adesso è tutto risolto, la convenzione è stata rimodulata e tutto è risolto”.

TROIANI&CIARROCCHI “Noi diamo soltanto il nostro contributo nel limite delle nostre possibilità – afferma Renato Ciarrocchi – Loro spendono 3 milioni di euro per una iniziativa pubblica, per 20 anni, anche se il Comune, leggendo la convenzione, potrebbe un giorno decidere di riprendere il tutto. La convenzione, sicuramente, è sbilanciata a favore del pubblico rispetto al privato”.
Perché la Troiani&Ciarrocchi si affaccia soltanto ora in questo progetto? “Se ha partecipato soltanto la Samb, c’è un motivo: a livello finanziario questo non è un progetto appetibile, ha un rendimento inferiore rispetto a quello che si ha su un capannone industriale. Ma questa adesione è il minimo che potevamo fare, da quel che so questo è l’impianto fotovoltaico più grande realizzato su una struttura sportiva in Italia, noi siamo di qui e non possiamo tirarci indietro. Sempre tenendo conto che per noi è un lavoro”.

Ciarrocchi assicura: “Cercheremo anche di andare oltre, ad esempio stiamo pensando ad un maxischermo a led, dobbiamo solo pensare a dove metterlo, come nei grandi stadi. E poi arricchire con illuminazione a led rossi e blu in modo che sia visibile anche dall’autostrada”.

SASSOLINI DALLE SCARPE “La nostra è una pazzia dettata da un eccesso di passione? Può darsi – dice Cinciripini – Negli ultimi tempi abbiamo sentito tante cattiverie sul nostro conto, molti non crederebbero a quel che stiamo facendo, mi chiamano da tutta Italia, da Pescara, Ancona, Pisa, Varese, per sapere come abbiamo fatto ma l’unica risposta è la nostra passione, altrimenti nulla sarebbe stato possibile. E queste chiacchiere da parte di chi non ne sa nulla danno molto fastidio”.

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