SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il tradimento imminente si respira nell’aria e Daniele Primavera non perde tempo per lanciare dei duri moniti ai compagni di Sinistra Ecologia e Libertà, protagonisti con Rifondazione Comunista di molteplici battaglie, ma mai così prossimi ad un clamoroso accordo con il Partito Democratico.

“E’ giunto il momento di rompere gli indugi”, tuona il consigliere comunale. “La coalizione guidata da Giovanni Gaspari ha mostrato nella sua drammaticità tutti i propri limiti. Insieme abbiamo sottolineato i continui sprechi di questa amministrazione, le consulenze generose e abitudinarie, i risultati scarsi. Insieme, pur nel rispetto delle reciproche autonomie, abbiamo tentato di recuperare il senso e il valore di quel programma che avevamo sottoscritto nel 2006. Ancora insieme chiedemmo, soltanto un anno fa, le dimissioni dell’attuale sindaco, reo di aver con scioltezza cambiato la propria maggioranza consiliare includendo chi non ne faceva parte né per storia, né per vocazione, né per scelta degli elettori. Insieme, con l’indispensabile impegno di decine di cittadini non aderenti ai nostri partiti, abbiamo contribuito all’apertura di un dibattito finalmente vero sulla Megavariante”.

“Insieme – continua la lunga nota del consigliere di Rifondazione Comunista infine, abbiamo difeso quelle posizioni nell’ultimo consiglio comunale aperto, quando il primo cittadino ed i consiglieri a lui fedeli hanno ribadito che la Megavariante non sarà ritirata, che di referendum si parlerà solo dopo le elezioni, che la variante resta un’opportunità per la città e l’unico strumento per reperire fondi, che il Prg a Crescita Zero è pura utopia. E’ inutile negare che i nostri comuni sforzi di ricondurre il confronto politico del centrosinistra dentro un perimetro di coerenza e ragionevolezza sono completamente falliti, grazie alla sordità dell’intera classe dirigente di Pd e Idv, ancora affascinata dall’ormai morto Laboratorio Marche e da una pretesa autosufficienza di cui davvero non si comprendono i presupposti”.

Un promemoria infinito, tutto rivolto alla chiarezza. Richiesta ed invocata da chi “non si svende per un assessorato o un posticino in qualche partecipata, ma che ed ha il coraggio di rappresentare le proprie idee con trasparenza e chiarezza”.

“Diversamente – aggiunge amareggiato Primavera – si corre il rischio di avallare il sospetto che Sel abbia anteposto il calcolo politico e qualche promessa alle idee sinora manifestate, o che abbia intrapreso le battaglie finora condotte con il solo obiettivo di aumentare la propria visibilità; sospetti che, siamo sicuri, sono privi di fondamento. Quello sull’amministrazione non è un pregiudizio, ma un postgiudizio, emesso dopo cinque anni che voi stessi, fino a pochi giorni fa, avete bollato come fallimentari. A meno che voi non abbiate del tutto lecitamente  cambiato idea su questa esperienza, nel qual caso sarebbe opportuno dirlo chiaramente. Noi restiamo, come sempre siamo stati, a disposizione per un progetto comune in coerenza con le nostre e vostre posizioni degli ultimi anni”.

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