SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dalla sala stampa “Sabatino D’Angelo” del Riviera delle Palme. Siamo in attesa dell’inizio della conferenza stampa.

È Ottavio Palladini il nuovo allenatore della Samb. Il clamoroso ritorno dell’ex centrocampista rossoblu, che si dimise dopo la terza gara di campionato (tre pareggi; lo scorso anno, subentrato alla seconda di campionato a Pasqualino Minuti, dopo aver iniziato come giocatore, vinse il torneo di Eccellenza), è stato ufficializzato durante una conferenza stampa in cui era presente lo stesso Palladini. Di seguito riproponiamo la conferenza stampa, scritta in tempo reale (ci scusiamo ma per un problema tecnico non abbiamo potuto scrivere in tempo reale come annunciato).
Palladini accolto da un applauso dai tifosi.

BARTOLOMEI Ci troviamo dopo domenica scorsa quando abbiamo messo in “sospensione” per due giorni allenatore e società. Oggi riparte un nuovo progetto, anche se siamo sempre noi, ma negli intenti e nelle proposizioni ripartiamo internamente alla nostra società specialmente ricominciamo con una voglia di fare bene e ponderate, con delle decisioni laddove ci siano delle riflessioni fatte.

A nome di Sergio Spina e della società, presentiamo il nuovo allenatore che è Ottavio Palladini al quale io, Sergio, assente per lavoro, facciamo un ringraziamento speciale per aver accettato di tornare nella nostra società. Sapete che ci sono state delle incomprensioni tra la società e Ottavio che hanno portato alle dimissioni, che con il tempo sono state sicuramente capite. Da parte nostra abbiamo fatto un passo indietro rispetto a qualche dichiarazione troppo affrettata a causa della frenesia di vincere, passione ed inesperienza. L’abbiamo ricontattato e lui con entusiasmo ha accettato di tornare.

Ottavio si è assunto gli oneri, e gli onori, di guidare la Samb fino alla fine del campionato, abbiamo chiesto solo la salvezza, perché le ultime due prestazioni ci hanno fatto male. Chiedo scusa ai tifosi, ma ad Ottavio chiedo solo questo. Ai giocatori abbiamo chiesto i play-off, perché si devono prendere le loro responsabilità, ad ognuno di loro lo abbiamo detto, perché se c’è la possibilità di uno spareggio o di un ripescaggio noi come società vogliamo essere messi a disposizione di farlo. Stiamo mettendo loro a disposizione tutto quello che occorre per essere dei professionisti del calcio.

Forse, lo spero, qualcosa è stato recepito anche da loro. Mi preme dirlo ai tifosi perché è a loro che stiamo dedicando tutti i nostri sforzi. Senza di loro, senza il tifo che ci ha contraddistinto, non saremmo più la Samb.

PALLADINI Ribadisco soltanto che da un anno e mezzo ci siamo assunti una responsabilità, per dimostrare la nostra compattezza. Inesperti? Probabilmente, ma se abbiamo sbagliato in buona fede. Ci auguriamo anche che i giocatori facciano il loro, tutti sapevano quello che volevamo. Basta con gli alibi, ci deve essere l’impegno di tutti, la Samb è una. Siamo tornati a Palladini anche perché stiamo facendo esperienza… Palladini l’abbiamo sempre ringraziato per il lavoro svolto un anno fa e quest’anno, era una delle tre opzioni, nei complessivi colloqui che abbiamo avuto lo abbiamo ritenuto la persona adatta per guidarci in questo momento. Anche Ottavio ha dovuto ragionarci. Lo abbiamo sempre preso in considerazione.

Per me non era facile stare a casa, vivo a San Benedetto. Non potevo non accettare questa richiesta, non voglio fare retorica ma il mio cuore è rossoblu, non accettare non sarebbe stato non bello. Io voglio il bene della Samb, mi auguravo andassero per il verso giusto, ora stiamo qui a pensare ad una squadra che ha dei problemi secondo me di testa, deve trovare entusiasmo. Io e Gigi oggi ci siamo stupiti nel vedere le capacità tecniche elevate di questi ragazzi.

Il gruppo è diviso in due-tre gruppi? Io penso che tutti gli allenatori puntano sul gruppo, perché 11 solisti anche bravi o fenomeni, da soli non vanno da nessuna parte. Il mio obiettivo è di ricompattare e creare un gruppo forte, e cercare partita dopo partita di far vedere cose buone e onorare la maglia.

La prima sensazione è quella di una squadra che ha perso entusiasmo, le qualità tecniche ci sono, ma dobbiamo lavorare sulla testa. La maglia bisogna sudarsela e conquistarla sul campo, chi non se la sente di restare qui è bene che lasci spazio agli altri.

Non mi sono pentito della scelta delle dimissioni, è stata una scelta dolorosa, inutile dire di no. Come ho già detto a Spina e la società, certe dichiarazioni mi hanno fatto male, io penso che si deve remare tutti dalla stessa parte finché non arrivano i risultati. E’ vero, il precampionato non è stato ottimo, ma eravamo senza D’Angelo, Zazzetta, Rulli, abbiamo giocato contro il Gubbio che ora è primo in classifica, abbiamo perso 1-0. Poi la Paganese che è in C1. Poi squadre di Eccellenza. Altrimenti avrei scelto squadre di Prima Categoria. Io sono del parere che la squadra che c’era ad inizio stagione era una buona squadra e con i dovuti ritocchi poteva anche lottare per il primo posto. Adesso la situazione è diversa, ma l’allenatore bravo si sa adattare a tutte le situazioni.

BARTOLOMEI Dobbiamo chiedere ai giocatori i play off perché ci deve essere un impegno morale da parte dei calciatori, non è una questione di soldi, i contratti derivavano da un budget che abbiamo messo a disposizione.

Abbiamo noi richiesto l’aiuto di Ottavio, non di Chimenti, per questo Ottavio ha voluto riflettere.

Lo staff resta lo stesso, strada facendo vedremo eventuali ritocchi. La società resta unita qualsiasi cosa succede (aggiunge Pignotti).

Spadoni? No, resta al suo posto. Siamo convinti che ci sono delle figure di cui abbiamo bisogno in società, quindi quando dovremo programmare il prossimo anno, cercheremo di colmare questo vuoto. Ci servono delle figure dirigenziali ad hoc, ma non è il discorso su Giulio Spadoni. Ora abbiamo pensato all’allenatore, era la prima cosa da fare.

Il discorso “tutti fuori rosa”, compreso Boccolini e compresa la società, era servito per responsabilizzare tutti. Giocatori messi fuori rosa? Potevamo anche pensare che ci fossero alcune persone che potevano disgregare il gruppo, ma questa è una decisione dell’allenatore, la rosa è tutta a sua disposizione e vedremo come comportarci in base alle sue indicazioni.

Ne approfitto anche per i tifosi qui presenti. Noi abbiamo contattato più allenatori, tra cui Gentilini e anche Pirozzi, poi non si è fatto nulla anche perché era tesserato, oltre a Palladini. E’ vero che chi abbiamo contattato ci ha chiesto garanzie per il futuro, ma non le abbiamo date a nessuno, sia perché la categoria non permette di patrimonializzare nulla, ma anche perché una società di calcio deve diventare “a scopo di lucro”, non si possono mettere soldi fine a se stessi, e per farlo abbiamo bisogno di campi di calcio, per creare una scuola calcio. Gli appelli fatti al Comune quest’anno sono stati tanti, se continua questo silenzio personalmente, ma anche a nome del pensiero di Sergio, sono orientato a dire che avremo difficoltà a iscriverci il prossimo anno. Sergio ci sta rimettendo dei soldi personalmente anche per lo stadio, noi non vogliamo soldi ma uno spazio per fare campi di calcio, e sviluppare un movimento del calcio a San Benedetto, così come siamo strutturati è impossibile farlo. Vogliamo far capire la piazza e al Comune, abbiamo un bisogno un aiuto dall’amministrazione attuale, che per lo meno ci incontrino per darci delle prospettive per avere uno spazio e far crescere i nostri ragazzi.

PIGNOTTI Perché non abbiamo chiamato Chimenti? Riteniamo che nel nostro staff tecnico esistessero delle figure professionali che potessero fare il vice allenatore, Ottavio ha espressamente richiesto Gigi Voltattorni.

Venerdì prossimo alle 12 facciamo conferenza stampa con società che farà la copertura dello stadio coi pannelli solari, penso che entro la fine di marzo sarà tutto terminato.

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