SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tra il centrosinistra “gaspariano” e Sinistra Ecologia e Libertà si è (o sarebbe) al passo finale: ieri sera, martedì 15 febbraio, le due parti si sono incontrate per discutere i presupposti di un ingresso di Sel nella maggioranza in vista delle elezioni comunali.

Felice Gregori, coordinatore comunale del Partito Democratico, esprime fiducia rispetto ad un accordo positivo: “Ci siamo presi 24 ore per discutere all’interno dei partiti le proposte di Sel, poi, giovedì sera, ci incontreremo di nuovo per dare una risposta definitiva, sì o no, rispetto al loro ingresso in maggioranza”. Parla poco, Gregori, perché non vuole anticipare le decisioni del partito, ma le parole hanno un loro peso specifico: “Si sono fatti passi avanti significativi, i presupposti sono tutti favorevoli”.

Presupposti che hanno visto di fronte, per Sel, Luca Spadoni (candidato sindaco) e Giorgio Mancini, per il Pd appunto Gregori, Canducci per i Verdi, Fanini per l’Idv, Sestri e Laversa per i Socialisti. Mancini fa presente che “noi abbiamo proposto tre punti non trattabili, prendere o lasciare“.

Difficile entrare nello specifico di questi tre punti, che però sono a) primarie di coalizione; b) “superamento” (usiamo questa espressione, per ora) della Megavariante; c) nuovo Piano Regolatore per il prossimo mandato.

Non ci sarebbero difficoltà sulle primarie di coalizione, come conferma Gregori: “Le abbiamo chieste noi, siamo favorevoli”. Anche Canducci, mesi fa, si è candidato. Sulla Megavariante il discorso si intreccia, anche se Mancini fa presente che “non abbiamo parlato del referendum, perché questo strumento avrà un suo percorso indipendente dalle scelte di Sel, strumento in cui noi crediamo”. Qui bisogna vedere fino a che punto la maggioranza riuscirà a superare la celebre delibera 113 del 23 dicembre 2009 senza uscirne con le ossa rotte. Spieghiamo: la riqualificazione del Ballarin è stata già “abortita”, perché già nella risposta dell’unico gruppo partecipante al bando della Megavariante è stata esclusa.

Le soluzioni dell’amministrazione Gaspari rispetto alla “Grande Opera” della Fondazione Carisap di fatto l’hanno esclusa dalla Megavariante (Fondazione da noi contattata ad inizio febbraio, ci ha fatto sapere di aver preso del tempo avendo avuto altri impegni urgenti: ma la risposta sulle indicazioni dell’amministrazione comunale, ovvero un “campus” in via Togliatti, non dovrebbe tardare ancora per molto). Dunque, la Megavariante ora consta di un progetto per la piscina e l’interramento della linea elettrica di via Bianchi.

Difatto – noi possiamo dirlo, in maggioranza sussurrarlo ma non ammetterlo – non sembrano esserci ostacoli insormontabili a superare la delibera 113 del 29 dicembre 2009: è una questione di dosare gli ingredienti (le parole) più che di quantità di cibo (la sostanza). Sel, ad ogni modo, spinge per una riduzione forte della quantità di nuovo suolo consumato. Possibile, possibilissimo, secondo noi, alla luce delle parole di Gregori.

Sul terzo punto, ovvero il nuovo Piano Regolatore, le posizioni nella maggioranza sono più conflittuali, ma anche in questo caso – è il nostro giudizio, la nostra sensazione – è difficile che su questa richiesta, a pochi mesi dalle elezioni, vi sia una frattura tra Sel e Pd, quando in piena campagna di presentazione della Megavariante Gaspari ha sempre ribadito che “stiamo lavorando al nuovo Piano Regolatore“. Poi, se sotto il vestito del Prg non vi è nulla o vi è poco, questo lo si saprà mesi e mesi dopo il voto.

Ci sono poi questioni di alleanze, con Sel che ha sempre chiesto di non escludere Rifondazione Comunista che però viene osteggiata ed osteggia la maggioranza vicendevolmente, c’è l’Udc e il “Nuovo Polo” che potrebbe mercanteggiare prima o dopo il voto. Ci sono poi i sondaggi “segreti” fatti a San Benedetto dalla maggioranza e i sondaggi nazionali che danno Sel di Vendola tra il 7 e il 9% e che, se a San Benedetto fosse anche al, sarebbe in grado di spostare in maniera significativa gli equilibri.

Domani, finalmente, se ne saprà di più.

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