SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Dovrà rispondere dell’accusa di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza, l’ex dirigente dell’istituto Alberghiero Giovanni D’Angelo, che secondo la denuncia di una professoressa avrebbe letto una sua lettera privata senza chiederne il consenso.

Il fatto contestato sarebbe accaduto all’interno dell’istituto il 16 novembre del 2009, poco prima che la docente timbrasse il cartellino. La prima udienza processuale si è conclusa martedì mattina con le deposizioni della parte civile. Ad aprile il processo riprenderà con la testimonianza dell’ex dirigente dell’istituto superiore “Buscemi”.

Secondo le dichiarazioni rese dalla docente in tribunale, la mattina del 16 novembre 2009 la donna avrebbe incontrato per caso e prima delle lezioni una collega della segreteria e nell’occasione le stava mostrando una lettera ricevuta dal Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del personale e dei servizi del Tesoro.. “Una lettera riguardante le modalità per la richiesta di assegni familiari” riferisce al giudice.

Faccende personali insomma, che la collega della segreteria avrebbe conosciuto e che tentava di leggere quando, sempre secondo la docente, l’ex dirigente D’Angelo sarebbe arrivato dicendo: “Voi cosa state facendo qui?” E senza chiedere nulla, avrebbe strappato dalle mani della segretaria la lettera per leggerla senza consenso.

Ha testimoniato anche la collega della parte lesa, che oltre a confermare la versione della professoressa, ha aggiunto di come il dirigente avrebbe tolto dalle sue mani quei foglio ignorando l’opposizione come se nulla fosse.
Il dirigente dal suo canto attendeva il momento per esporre la propria versione dei fatti. Attimi che per un contrattempo della corte sono slittati alla prossima udienza di aprile.

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