Città grande. Fra qualche mese ci saranno le elezioni amministrative a San Benedetto del Tronto. Per ora tanta confusione e nessun segnale di vero cambiamento o meglio di un serio programma preceduto da progetti realizzabili. E’ forse presto, magari fra un po’ gli attuali candidati (Gabrielli e Franceschini e Spadoni per ora) saranno più chiari. Speriamo.
Voglio però anticipare quale sarebbe, secondo me, la priorità per l’intero territorio rivierasco e perché l’input deve darlo la capitale della Riviera delle Palme, cioè San Benedetto. Mi riferisco alla necessità di abbandonare ogni remora e puntare decisamente ad una Grande Città che riunisca le località rivierasche e quelle collinari fino a 15 chilometri dalla costa. Insomma un territorio da mettere in comune che attualmente comprende poco più di 100 mila abitanti.
Prima di arrivare ad una vera e propria fusione con un nome nuovo che identifichi la grande città e con una sola giunta comunale e quindi un solo sindaco, oggi è obbligatoria l’Unione tra Comuni già attuata da altri territori e contemplata dalla Legge.
Quindi un solo Prg, una sola grandissima piscina, vie di collegamento degne di una città moderna, una sola Grande Opera se si “cuocerà” il contatto avviato da tempo memorabile con la Fondazione Carisap e tanti altri vantaggi che verrebbero naturali.
Chi sono i nemici principali di questo progetto che è la panacea di tutti i mali? I nostri rappresentanti della politica.
Infatti, non c’è da meravigliarsi se nessuno degli attuali candidati a sindaco ha minimamente toccato l’argomento. A dir la verità lo fece Giovanni Gaspari nel 2006 ricavandone la poltrona di sindaco. Poi non ne ha più parlato, perpetrando un vero e proprio inganno nei confronti di chi lo ha eletto.
Insomma, tra l’incapacità di mettere su un progetto che porti gradatamente alla Città Grande e la paura di perdere qualche poltrona o poltroncina, il silenzio sull’argomento è d’oro. Per loro però, per i cittadini solo cenere e carbone.
Quali sono i motivi per cui ritengo così importante e indispensabile realizzare l’Unione di Comuni?
Semplice, non esistono motivazioni contrarie. Chi ce l’ha le tiri fuori.
A tal proposito voglio ricordare che nel 2004, con il nostro settimanale, facemmo un’inchiesta a 360 gradi, intervistando tutti i rappresentanti della politica nostrana. Non solo sambenedettese.
Nessuno di loro (ci sono giornali in archivio ma anche articoli on line che lo dimostrano) si trovò in disaccordo. Tutti la ritennero una necessità inderogabile per raggiungere certi obiettivi. A parole però. A fatti zero.
Neanche la possibilità di diventare la città più grande delle Marche riesce a neutralizzare la paura di perdere in prospettiva qualche… consiglio comunale. E’ la dimostrazione che sono proprio i politici che abbiamo avuto fino ad adesso quelli che non amano il territorio in cui vivono e che per loro la politica non è una missione ma un modo come un altro per fare propri interessi, piccoli e grandi.
Candidati sindaci fatemi, fateci, cambiare idea.
L’altra Città Grande potrebbe partire da Ascoli e dare al Piceno la leadership delle popolazioni in grado di anticipare il futuro.
Con il neonato Picenoggi.it andremo fra non molto a tastare il terreno, intervistando cittadini e i massimi rappresentanti della compagine amministrativa ascolana, a partire dal sindaco Castelli.

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