SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Primo fatto: sabato mattina nella tradizionale conferenza stampa del sindaco Gaspari, sarebbe dovuta esser presente anche una rappresentanza del Comitato Prg a Crescita Zero, il movimento d’opinione che ha raccolto le firme necessarie (oltre 4300) per richiedere l’indizione del referendum consultivo sulla Megavariante. La conferenza stampa poi è sfumata, e il portavoce del comitato Luca Spadoni ha affermato di fronte al sindaco e ai giornalisti che “abbiamo avuto dei disguidi, purtroppo oggi non sono con noi alcuni esponenti del comitato come Emidio Girolami e Riego Gambini, e anche altri, nella fattispecie coloro che non hanno appartenenza partitica. Perciò preferiamo rinviare la conferenza stampa congiunta con il sindaco”.

Secondo fatto: sabato mattina, a precisa domanda di Rivieraoggi.it sulla disponibilità del sindaco a indire il referendum consultivo il prossimo 13 marzo, come richiesto dal Comitato, Gaspari ha risposto: “Il Comitato farà una richiesta in tal senso, lo so. Che dire, se avranno motivazioni valide e convincenti ci si potrà ragionare”. In precedenza, invece, il sindaco aveva sostenuto con determinazione che il referendum vada fatto dopo le elezioni amministrative di maggio. Ora, come interpretare le ultime parole del primo cittadino? C’è un ammorbidimento nelle sue posizioni, finora intransigenti, verso il Comitato? La presenza attiva e visibile nel Comitato dei principali esponenti cittadini di Sinistra Ecologia e Libertà, quali connessioni potrebbe avere con il dialogo lungo e per certi versi estenuante fra Partito Democratico e Vendoliani per l’entrata di questi ultimi nella coalizione di centrosinistra?

Terzo fatto: già da venerdì, la stampa locale sapeva – per voce dello stesso sindaco – che l’indomani, cioè sabato, si sarebbe tenuta la conferenza stampa congiunta fra Gaspari e Comitato Prg a Crescita Zero. Probabile, dunque, che lo sapesse anche il comitato. Ma sabato mattina in Comune per la conferenza poi sfumata c’erano soltanto gli esponenti più “partitici” del comitato, e quindi Luca Spadoni, Giorgio Mancini, Attilio Biocca, Guido Rossetti (tutti di Sel) e Daniele Primavera di Rifondazione Comunista. Mancavano i battaglieri “battitori liberi” Emidio Girolami e Riego Gambini. Mancavano gli esponenti del Movimento Cinque Stelle Maria Rosa Ferritto e Giovanni Marucci, aderenti a una lista civica che vede come la sabbia negli occhi l’accordo elettorale con qualsivoglia partito. La loro assenza era davvero un caso? Che hanno da dire questi ultimi? Confermano che la loro assenza era dovuta a “disguidi”? Oppure, sono intenzionati a negare che fossero assenti perché non condividevano l’iniziativa di una conferenza stampa assieme al sindaco dopo mesi di battaglia contro di lui?

Quarto fatto: sempre nell’affollato municipio di sabato mattina, il segretario comunale del Pd Felice Gregori ha dichiarato: “Continuiamo a lavorare per un’alleanza di centrosinistra che vada dall’Udc a Sel”. Nulla di nuovo, è il leit motiv dei democrat da mesi. Ma l’Udc sta tessendo la tela del Nuovo Polo con Finiani e forse anche il consigliere comunale Mario Narcisi, non certo gaspariani di ferro (eufemismo). Gregori risponde serafico: “La situazione politica nazionale è in evoluzione, non disperiamo di avere con noi anche l’Udc”. E poi ancora: “La settimana prossima sarà decisiva per l’alleanza con Sel, siamo moderatamente ottimisti. La Megavariante? Su questo tema non possiamo tornare indietro. Il referendum il 13 di marzo? Lo giudichiamo inopportuno”.
E poi Gaspari dice: “I segretari politici dall’Udc fino a Sel stanno dando prova di maturità e determinazione nel percorrere l’obiettivo di governare stabilmente San Benedetto”.

Fin qui fatti, dichiarazioni, messaggi in quel vero e proprio codice che è il politichese. Ora, proviamo a porre qualche altra legittima domanda.
Alla prima domanda, il segretario Pd Gregori ci ha già risposto negativamente. Ma la ribadiamo: è possibile che il Pd ottenga di avere Sel con sé in coalizione, qualora il sindaco si mostrasse disposto a indire il referendum comunale il 13 di marzo?

Altra domanda, stavolta ci attendiamo la risposta dal comitato: è possibile che i “lavori in corso” fra Pd e Sel generino malumori in seno ad alcune componenti del gruppo “Prg a crescita zero”?
Altra domanda, che si riallaccia e spiega meglio la prima: Sel chiede al Pd di rinunciare alla Megavariante e di accettare in coalizione anche Rifondazione. Condizioni che il Pd non accetta, decisamente. Sel insieme al Comitato chiede il referendum il 13 di marzo. Sel, se dovesse andare da sola o con Rifondazione, potrebbe rischiare di non avere rappresentanti in consiglio comunale. Non glielo auguriamo, perché più voci ci sono in Consiglio e meglio è per la democrazia. Ma a rigor di logica – e di ventura diminuzione del numero dei consiglieri – non è un’eventualità da escludere. E quindi, quanto è disposta a rischiare, davvero, Sel? Quanto crede in una sua avventura elettorale solitaria, o al massimo assieme a Rifondazione, con il candidato sindaco Luca Spadoni?

Insomma, la situazione fra elezioni, referendum e alleanze è quantomai liquida. Chiediamo risposte chiare a queste domande. Se le attendono i nostri lettori, i cittadini tutti, i firmatari della petizione “Prg a crescita zero”.

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