DA RIVIERA OGGI NUMERO 856

Col suo viso genuino e radioso, Francesca Ciarrocchi ci racconta che non si aspettava tante “attenzioni” per il suo pensionamento. È stata così una grande soddisfazione per lei ricevere la festa a sorpresa dei colleghi, la targa ricordo dell’amministrazione comunale e addirittura finire sui giornali. A dicembre, infatti, la “cuoca della scuola” ha lasciato il lavoro, dopo 25 anni di servizio nelle mense scolastiche ed ora, all’età di 53 anni, con un marito e due figli, può dedicarsi a sé stessa e alla famiglia.

Dove ha imparato il mestiere di cuoca?
“All’inizio lavoravo saltuariamente negli alberghi, poi ho preso il diploma di cuoca all’Istituto Alberghiero di San Benedetto. Ricordo ancora le lezioni dei miei maestri, i professori Chiappani, Capriotti e Urbani. Poi, quando ho cominciato a lavorare nelle scuole ho dovuto seguire diversi corsi per avere gli attestati: spesso il pomeriggio o la sera lasciavo la famiglia per andare a lezione. L’ultimo corso l’ho fatto due anni fa a Pagliare, a Macerata ne seguii uno sulla celiachia”.

Com’è cambiato il suo lavoro nella mensa scolastica rispetto a quando l’ha iniziato 25 anni fa?
“Sono cambiate le regole, oggi ve ne sono molte di più rispetto a prima. Se si lavora a contatto con i bambini le norme da rispettare sono tante, sull’igiene, la sicurezza alimentare, le intolleranze, le allergie. Anche i prodotti per pulire i pavimenti e i piani di lavoro devono essere ad hoc. Ogni giorno chi lavora nelle mense deve aggiornare il frigorifero e il congelatore, utilizzare l’abbattitore di temperatura per conservare meglio i cibi, tutte cose che prima non si facevano. L’Asl effettua più controlli ed occorre essere sempre in regola”.

Come sono cambiati i gusti dei bambini in questi anni?
“Ci sono cose che i bambini oggi non vogliono mangiare, come le verdure cotte, i legumi, i piselli. Stessa cosa con il pesce, lo mangiano solo sotto forma di bastoncini. Preferiscono la pasta in bianco alle lasagne. Per colazione portano da casa le merendine e i succhi di frutta”.

E come fate per convincerli a mangiare?
“Nel caso delle verdure cotte e degli spinaci, ricorriamo alla favola di Braccio di Ferro e una metà riusciamo a convincerli”.

Qual era il suo piatto più amato dai bambini?
“Andavano matti per gli agnellotti e i tortellini con la panna. Poi la panna ci è stata tolta dall’Asl, perché grassa. I bambini mangiano già tante schifezze e per questo si cerca di tenere la loro alimentazione sotto controllo”.

Per quanti ragazzi doveva cucinare ogni giorno?
“Ho iniziato con 30 bambini alla scuola materna di Monteprandone, dove ho lavorato per 9 anni, poi sono scesa a Colle Gioioso dove cucinavo per 160 bambini della materna oltre a fare un giorno le elementari (120 ragazzini) e un giorno le medie (circa 180)”.

C’è qualche aneddoto, qualche storia curiosa che vorrebbe raccontare?
“Bhè, di storie ce ne sarebbero tante. Posso dire ad esempio che un periodo ero assediata dalle telefonate delle mamme. Mi chiamavano tutti i giorni per chiedermi: “Francesca, dimmi che pasta gli cucini”, perché i figli a casa non volevamo mangiare mentre a scuola sì. A volte mi capitava che mentre stendevo i panni, parlavo col cordless. Finché non mi decisi per un periodo a staccare il telefono. Comunque ho ricevuto tante soddisfazioni: spesso i bambini che mi incontravano per strada lasciavano i genitori per saltarmi addosso”.

E lei cosa rispondeva alle mamme? Quali erano i segreti delle sue ricette?
“In realtà le mie ricette erano semplici, non c’erano trucchi o segreti, utilizzavo solo prodotti freschi e naturali. Ad esempio il brodo lo preparavo io, non usavo il dado. Devo anche aggiungere che le mense di questo Comune hanno sempre avuto in cucina prodotti di qualità, e questo è un merito delle amministrazioni”.

È felice di andare in pensione? Ora a cosa si dedicherà?
“Mi sarebbe piaciuto ancora lavorare, ma ora mi godo la famiglia e i figli. Vado in piscina tre volte a settimana e penso al mio benessere personale”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 372 volte, 1 oggi)