SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 12 febbraio alle ore 17 presso la biblioteca comunale “Giuseppe Lesca” di San Benedetto verrà presentato il libro “Anatomia d’Autunno” della scrittrice esordiente di Monsampolo, Maria Beatrice Buondi. L’incontro è inserito nel progetto letterario intitolato “Alle cinque della sera”, realizzato dall’assessorato alla Cultura e dall’associazione “l’onagro”. Conversa con l’autrice, Lucilio Santoni. Abbiamo incontrato la Maria Beatrice Buondi per farle alcune domande

Ci parli del suo libro.

Anatomia D’Autunno è un romanzo che racconta la storia di Bianca, una giovane donna nata e cresciuta con la consapevolezza di avere un destino, un preciso ruolo nel mondo, un obiettivo da portare a termine: diventare un agente segreto, una creatura perfetta senza punti deboli e senza sentimenti”.

Dove avviene la formazione di Bianca?

“Nella Sippe. Originariamente la sippe era il nucleo principale su cui si formavano le tribù germane che abitavano il Reno. Tutti i membri della famiglia (sippe) venivano educati alla forza, la guerra e vigeva la legge del taglione. Nel mio romanzo diventa l’organizzazione che addestra ragazzi di ogni nazione, si preoccupa di insegnare loro le arti della violenza, dell’inganno e della competizione, i mezzi ideali per avere successo, per essere migliori degli altri, per essere i primi. Il luogo fisico della Sippe è un’isola deserta in mezzo all’oceano e i ragazzi arrivano lì a cinque anni”.

Cosa rende Bianca la protagonista del suo libro?

“Bianca ha il miraggio di una vita diversa. Essendo una ragazza profondamente idealista, non crede che il male possa giustificare l’esistenza dell’uomo, né tanto meno che possa saziarne la fame di amore. Decide quindi di fuggire lontano dalla Sippe perché convinta che le persone che conducono esistenze normali, abbiano ancora bisogno d’amore per sentirsi realizzate. Purtroppo si rende conto che la realtà da cui è fuggita almeno era trasparente, rispetto alla società reale dove vige la finzione e l’ipocrisia”.

Il suo racconto vuole essere una metafora del mondo di oggi, o sbaglio?

“In maniera minuziosa viene trattato il rapporto tra genitori e figli, tra i giovani e il potere, il confronto generazionale. Il romanzo sottolinea ilviaggio di ogni adolescente contemporaneo  che crede nel miraggio del bene, del merito e della giustizia e  invece si scontra  con una società che di tutto questo ha solo la facciata. Al di là dell’apparenza si erge la disperazione di mille solitudini che camminano, tutte decise ad arrivare al potere e alla ricchezza, tutte disposte a scendere a patti con il capo di turno, a tradire gli affetti, a rinunciare alla coscienza solo per poter guardare gli altri dall’alto ”.

A che tipo di lettore pensa di rivolgersi?

“L’utilizzo del linguaggio dell’avventura, per il rapido susseguirsi delle scene e delle azioni e la presenza dei tanti dialoghi, la lettura è agevolata ed è per per tutti”.

Il suo romanzo contiene quattrocento pagine, lei ha solo 26 anni. Proprio un “grande” esordio.

“La storia si racconta da sola, l’ho scritta come una sceneggiatura. Solo azioni e personaggi filtrati da un punto di vista, mentre il narratore onnisciente non interviene mai. Ho puntato sulla comprensibilità. Io nell’arte ci credo e con presunzione penso che possa insegnare qualcosa, ma per farlo deve essere di facile lettura”.

Perché “Anatomia d’Autunno”?

“Tratto la decadenza contemporanea. Il mio è un romanzo che deve far riflettere sulle verità che non si dicono per la vergogna di dirle, su tutte quelle piccole strategie e dissimulazioni che ognuno di noi mette in pratica ogni giorno mentre cerchiamo il contatto con l’altro pur non smettendo di averne paura; è un romanzo che si propone di far capire perché ci sentiamo sempre più soli, perché, pur cercando di placarla ogni giorno, quella sensazione di vuoto dentro di noi non se ne va mai via”.

Ha dei nuovi libri nel “cassetto”?

“Veramente ne ho tre. Ma in questo momento sono occupata a nutrirmi della vita quotidiana. Sono predisposta a nuove esperienze umane, ad aprirmi agli altri. Magari tra un po’ ricomincio a scrivere”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 424 volte, 1 oggi)