ASCOLI PICENO – L’imminente introduzione del pedaggio sul raccordo autostradale Ascoli-Mare – in vigore dal primo maggio prossimo – ha dato inizio a un forte dibattito da parte delle Amministrazioni locali e provinciali da cui sono scaturite numerose polemiche per un provvedimento che non fa altro che penalizzare l’economia del Piceno. Alla proposta del presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca riguardo a un declassamento a strada provinciale fino all’invito del consigliere regionale Udc Valeriano Camela di unire tutte le forze politiche locali affinché il tratto stradale in questione non diventi a pagamento si aggiunge anche l’appello di Confartigianato e Confcommercio.
Quest’ultime, oltre a esprimere il loro totale disappunto in merito al provvedimento imposto dal Governo, illustrano le potenziali ripercussioni che non si limitano a investire l’ambito economico ma anche quello turistico su cui incombe tra l’altro l’introduzione di una tassa di soggiorno.

Per quanto riguarda Confartigianato, l’incontro fra i dirigenti della categoria Autotrasportatori fra cui il presidente Elvio Marzocchi e Simone Feliziani per la provincia di Ascoli e Fermo, è stato l’occasione per fare il punto della situazione di un settore su cui la crisi economica imperversa già da tempo. “L’introduzione di un pedaggio per percorrere l’Ascoli-Mare – dichiara il presidente Marzocchi – rappresenta l’ennesima spesa per i trasportatori già in difficoltà per l’aumento del costo del gasolio, che ha registrato un incremento del 30% nel biennio 2009/2010, insieme a quello dei pedaggi autostradali e delle assicurazioni. Richiediamo al Governo risposte concrete rivendicando l’attuazione della Manovra economica di fine anno e il Pacchetto Trasporti approvati dal Parlamento lo scorso anno”.
Gilberto Gasparoni – Segretario di Confartigianato Trasporti Marche – nel corso dell’intervento ha poi ribadito l’importanza di un adeguamento delle tariffe dei costi di esercizio, le quali hanno subito un aumento dell’8% e l’impegno dell’Agenzia delle Entrate di intensificare i controlli a carico delle aziende committenti del trasporto previsti dalla legge 133 del 2008.
Il direttivo di Confartigianato a fronte di questa analisi ha però riscontrato qualche risultato ottenuto. Le limitazioni del traffico in conseguenza ai provvedimenti adottati per la limitazione delle emissioni generatrici delle PM10 sono infatti circoscritte ai soli veicoli facenti parte della categoria euro 2 anziché quella degli euro 5, come precedentemente proposto dagli uffici della Regione Marche.

Molto più accesi sono i toni con cui Confcommercio risponde all’iniziativa del Governo. “Aspettavamo il credito d’imposta e altri incentivi per supportare il rilancio dell’economia Picena e invece non solo non è arrivata alcuna di queste provvidenze da anni attese ma addirittura si aggiunge il pedaggio dell’Ascoli-Mare”. A parlare è il presidente provinciale di Confcommercio Igino Cacciatori il quale, ormai certo del pagamento per transitare in superstrada, esprime il suo totale disaccordo in merito alla forte emergenza per la crisi dei consumi e dell’occupazione ai quali si aggiunge un provvedimento che affossa ancora di più l’economia locale.
Al di là delle penalizzazioni riguardo ai pendolari, secondo il presidente di Confcommercio saranno anche il turismo e l’ambiente a pagarne le spese. Per quanto riguarda il primo infatti, al pedaggio dell’Ascoli-Mare potrebbe inoltre aggiungersi l’eventuale tassa di soggiorno riservata ai turisti. “Tutte misure – prosegue Cacciatori – che potrebbero far preferire la montagna piuttosto che il mare”. Per l’ambiente invece, il congestionamento della via Salaria e della strada Bonifica determinerebbe un disagio per gli abitanti e i commercianti oltre ai Comuni attraversati dalla Salaria.
“Voglio augurarmi – conclude il presidente Cacciatori – che i nostri politici riescano a recuperare questa situazione che certamente il Piceno non merita”.
“Visto che presumibilmente il provvedimento non verrà ritirato – aggiunge il direttore di Confcommercio Giorgio Fiori – è bene puntare subito al male minore e cioè al declassamento della superstrada la quale comporterà la riduzione della velocità massima che non sarebbe neanche un male visto che quell’asse viario è spesso teatro di incidenti, anche purtroppo mortali”.
Peccato però, che l’iter per ottenere il declassamento dell’autostrada vada oltre la data del primo maggio, momento in cui per transitare, si dovrà pagare.

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