MARTINSICURO – “Annullabile”. E’ questa la parola che pende come una spada di Damocle sul Piano Spiaggia di Martinsicuro e che potrebbe rimettere in gioco le sorti del litorale truentino.

La Variante adottata in Consiglio comunale lo scorso 11 gennaio doveva essere, secondo il responso dell’Arta, soggetta alla Valutazione Ambientale Strategica (Vas), che si sarebbe dovuta effettuare in fase di elaborazione del documento.

La Vas è un processo attraverso cui si valutano gli effetti ambientali dei piani e dei programmi elaborati dagli enti che possono avere impatti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale.

Il Comune di Martinsicuro nella documentazione presentata agli organi sovracomunali aveva anche allegato una serie di motivazioni in base alle quali chiedeva la “non assoggettabilità” alla Vas. Motivazioni che però sono state ritenute insufficienti dall’Arta, che le ha definite “carenti su molte problematiche, sia ambientali che socioeconomiche. Ragion per cui, vista l’importanza del Piano su tali aspetti, riscontrata la presenza di vincoli ambientali significativi, si ritiene che l’intervento proposto sia da assoggettare alla Valutazione Ambientale Strategica”.

Il responso dell’Arta ora mette in dubbio la validità della Variante adottata in Consiglio, in quanto il documento avrebbe dovuto essere assoggettato a Vas ancora prima di approdare nell’assise civica per l’adozione.

In base all’art.11 (comma 3) del D.Lgs 152/2006 infatti, “la fase di valutazione ambientale strategica è effettuata anteriormente all’approvazione del Piano o del programma, ovvero all’avvio della relativa procedura legislativa, e comunque durante la fase di predisposizione dello stesso. Pertanto qualora alla conclusione di verifica di esclusione dalla Vas dovesse risultare necessario effettuare una valutazione ambientale strategica, si dovrà procedere nuovamente all’adozione del presente Piano, successivamente alla elaborazione e conclusione del procedimento relativo alla Vas”.

Tutto da rifare quindi? Il rischio c’è. Le opposizioni, che per prime con il Partito Democratico avevano sollevato la mancanza di assoggettazione a Vas del Piano Spiaggia, e che poi hanno portato avanti l’argomento in maniera congiunta, ora sono sul piede di guerra e in una conferenza stampa hanno esternato le loro perplessità su un documento che, alla luce del responso dell’Arta, rischia di diventare “annullabile”. Presenta insomma un vizio che ne rende discutibile la validità e che potrebbe dare origine a ricorsi e contenziosi, qualora la Variante fosse approvata così com’è.

“Ancora una volta – afferma Alduino Tommolini di Città Attiva – la maggioranza ha proceduto in maniera approssimativa e superficiale. Cosa sarebbe accaduto se la questione della Vas fosse emersa a Piano Spiaggia approvato? L’operato delle opposizioni, che viene di solito considerato come ostruzionista, è stato invece provvidenziale e al servizio dei cittadini, poiché ha evitato che ci si addentrasse in possibili contenziosi che avrebbero inciso sulle casse comunali”.

“E’ il sintomo di come questa maggioranza – ha aggiunto Mauro Paci del Pd – che a livello comunale non accetta il confronto e i suggerimenti delle opposizioni, poi viene bloccata nelle azioni amministrative quando passa al vaglio delle autorità sovracomunali”. Sul Piano Spiaggia il capogruppo del Pd solleva anche la questione della convocazione di una Commissione di indagine, per far luce sul mancato parere della Commissione Urbanistica e sulle dimissioni del dirigente dell’Ufficio Tecnico. “Una richiesta avanzata dalle minoranze al presidente del Consiglio Ferri, ma che ad oggi ancora è rimasta inascoltata”.

“Sulla Vas Vagnoni aveva definito la posizione delle opposizioni singolare ed inutile” – commenta Paolo Camaioni di Città Attiva – ma è evidente che non è così, poiché avevamo visto giusto”. E proprio al consigliere delegato al Demanio si rivolge Gianfranco De Luca di Fli, chiedendone le dimissioni, poichè “visto l’errore commesso, è inadeguato al ruolo che ricopre. Il Piano Spiaggia, così com’è, è esposto a possibili ricorsi e contenziosi, e presenta un vero rischio per gli operatori turistici che hanno intenzione di investire sul litorale”. L’appello unanime delle opposizioni è quindi che la Variante torni in Consiglio comunale per l’annullamento. Un passaggio che implicherebbe di rifare tutto l’iter daccapo e che porterebbe via ancora un anno di tempo circa. “Vagnoni dice che sono le opposizioni a voler rallentare i tempi per l’approvazione del Piano Spiaggia – conclude De Luca – ma se nell’elaborazione della Variante si fossero compiuti tutti i passaggi necessari invece di affrettarsi a portare il documento in Consiglio, ora non dovremmo discutere di errori di questo genere”.

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