CANISTRO – “Basta, basta, le abbiamo provate tutte, venerdì abbiamo pagato gli stipendi: abbiamo commesso degli errori, ma è ora che i giocatori caccino gli attributi”: Roberto Pignotti, numero 3 della società rossoblu, sbotta a fine gara contro i giocatori. La delusione è tanta. La Samb dei padri e dei nonni ha disputato 21 campionati di Serie B, adesso si esce con le ossa rotte da un “campetto” piccolo, senza curve per i tifosi, tra montagne che stringono la piccola cittadina di Canistro, appena mille abitanti. Ce n’è per perdere la pazienza.

Anche appellandosi agli errori arbitrali, e ce ne sono stati, non ci sta giocare una partita così: dopo 25 minuti i rossoblu si sono, non diciamo rilassati, ma hanno perso di incisività. Poi, ecco, Mengo che colpisce con una mano, meritava il giallo, ma anche il rischio di prendere il rosso (essendo quasi in posizione da ultimo uomo) era del tutto da evitare. A quel punto il Luco Canistro sbaglia l’occasionissima con Berardi, alza i ritmi, e poi al primo errore difensivo, complice Chessari, ecco il gol. Dopo pochi minuti, la cosa si ripete quasi identica, Masini colpisce l’incrocio.

La Samb è tutta in alcuni tiri di Di Vicino e D’Angelo, poi c’è tanto possesso palla che con il passare dei minuti s’affievolisce. Una sconfitta che ridimensiona, se ce ne fosse stato bisogno, i sogni di rimonta. Inutile, forse, indagare sullo stato di forma di Di Vicino, molto bravo in avvio e poi sempre meno incisivo (“Aveva un problema agli adduttori, per questo l’ho sostituito” ha detto Boccolini a fine gara), inutile, forse, cercare di capire perché Mengo venga preferito a Pulcini.

Da adesso in poi conviene concentrarsi su chi si comporta bene: Porpora, ad esempio, dopo gli errori iniziali, sta dimostrando di avere qualità che possono tornare buone anche l’anno prossimo; De Rosa è centrocampista che non ha smaltito la grinta dei tempi migliori; Cuccù può essere un under per il prossimo campionato.

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