ASCOLI PICENO – Sul Consorzio Industriale Piceno (Piceno Consind) interviene anche l’onorevole del Partito Democratico Luciano Agostini: “Due anni fa fu commissariato dalla Regione, poiché si erano accumulati debiti di alcuni milioni di euro (circa 6, si disse), oltre a quelli a lunga scadenza, che rischiavano di portare il Consind al fallimento. La Regione indicò altresì come figura di commissario il Presidente della Provincia”.

Agostini chiede: “Perchè la Regione ha individuato una figura politico istituzionale e non una figura tecnica se il problema era quello di verificare l’esatto stato patrimoniale e finanziario? Ed inoltre perché la Regione si assunse la responsabilità di commissariare un ente di cui non fa parte, essendo il Consorzio di esclusiva proprietà dei comuni, della provincia e della Camera di Commercio?”

“Ebbene – continua il parlamentare – dopo due anni di commissariamento i debiti sono aumentati fino ad arrivare a 12 milioni di euro, più quelli a lunga scadenza, e quindi l’iniziativa del commissariamento e del commissario altro non ha prodotto che il raddoppio dei debiti verso i fornitori, facendo rimanere inalterati tutti gli altri”.

C’è anche della facile ironia: “Nel dibattito di questi giorni si è inserito un consigliere regionale del partito del “Bunga Bunga” che sul Piceno Consind ha redatto un libro bianco, che parte da una domanda condivisibile: chi pagherà i debiti del Consorzio? La risposta è ovvia, come peraltro si legge in un parere dell’avvocatura del comune di Ascoli Piceno, i debiti sono a carico degli enti consorziati, e se, come si cerca di dimostrare nel libro bianco, ci sono responsabilità politiche e personali quelle vanno segnalate alle autorità competenti e lasciare che la giustizia, quella ordinaria (e non quella del popolo), faccia il suo corso. Se proprio si vogliono individuare responsabilità personali si inizi da quelle certe del commissario Celani (presidente della provincia e compagno di partito del consigliere regionale estensore del libro bianco) che essendo commissario da due anni ha accumulato tanti debiti quanti quelli dei suoi predecessori in decenni di attività”.

“La Regione – si legge nella nota – probabilmente visto il palese insuccesso del commissario, ha deliberato un atto che impone al presidente Celani il ripristino degli organi del Consorzio. La cosa piuttosto incomprensibile e discutibile però è che la stessa Regione, con una delibera successiva, ha approvato una bozza di nuovo statuto proposta dallo stesso Celani che priverebbe il Consind di numerose funzioni tra cui quella di pianificazione e programmazione urbanistica delle aree industriali. Recentemente, infine, la Regione ha inoltre deliberato che se i comuni non dovessero fare le nomine dei propri rappresentanti entro il 30 di aprile sarebbe nominato il liquidatore dell’ente nella stessa figura del presidente Celani. A questo punto è lecito chiedersi: perché nominare liquidatore una figura politico istituzionale e non tecnica? Che io ricordi mai la liquidazione di un ente, società, ecc. è stata affidata ad un responsabile politico”.

“La mia riflessione non può non concludersi, purtroppo, con più di un ragionevole dubbio – è la fine del comunicato – Non è che il libro bianco redatto dal consigliere regionale del partito del “bunga bunga” serve solo a spostare il dibattito dai problemi veri del consorzio, ed a coprire eventuali operazioni di grande speculazione edilizia? Sarà un caso che tra i primi atti c’è la richiesta da parte del comune di Ascoli Piceno di svincolare dal Consind alcune, affatto modeste, aree (zona castagneti)? Forse esiste un’altra chiave di lettura del perché alcune crisi aziendali, come la vicenda cartiera, non hanno avuto esiti positivi, pur avendone tutti i presupposti?”

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