NERETO – Sequestrati beni immobili e mobili a due cittadini cinesi per un valore di un milione di euro. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Teramo ha messo stamattina i sigilli a due abitazioni, una a Tortoreto (un villino vista mare ancora in costruzione) e l’altra a Nereto, entrambe di proprietà di due asiatici, che sarebbero state acquistate con fondi neri.

Le Fiamme Gialle, attraverso una complessa indagine, hanno riscontrato un articolato sistema di frode fiscale che veniva messo in atto attraverso la costituzione di aziende con diversa denominazione e natura giuridica, tutte collegate tra loro e operanti nel settore delle lavorazioni di capi di abbigliamento, intestate in maniera fittizia a terzi soggetti, anch’essi di nazionalità cinese, e perpetrata mediante l’alterazione e la falsificazione delle transazioni contabili e dei documenti fiscali emessi.

Il sistema era volto ad eludere gli accertamenti fiscali e così facendo i cinesi erano riusciti ad evadere in modo sistematico dal 2002 ricavi per un ammontare complessivo di 13 milioni di euro, che hanno generato circa 4milioni e 250mila euro di imposte evase (irpef e iva).

I proventi venivano quindi reimpiegati dai cinesi nell’acquisto degli immobili sottoposti a sequestro e nel rilevamento di attività commerciali in Cina.

Il sequestro alle due case (primo passo a cui segue la confisca) è applicabile in base ad una legge del 2008 che prevede la confisca dei beni mobili ed immobili per un valore corrispondente all’imposta evasa.

Un’analoga operazione delle Fiamme Gialle era stata effettuata lo scorso mese di giugno a Nereto con il sequestro di un opificio e dell’attigua abitazione, l’arresto di due cinesi (un terzo risulta tuttora latitante) e la denuncia di altri due asiatici che facevano da prestanome nelle attività imprenditoriali svolte.

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