ANCONA – Nucleare, quanti impicci. Così il presidente della Regione Marche commenta la sentenza della Corte Costituzionale che ha parzialmente bocciato l’articolo 4 del decreto attuativo della legge in materia del nucleare: “In questo modo si riconosce alle comunità locali il diritto di esprimere il proprio parere in merito alla realizzazione di centrali nucleari sul proprio territorio e imporre al Governo il dovere di acquisirlo, anche se non in maniera vincolante, è un atto di grande importanza”.

“Le Marche – prosegue Spacca – hanno detto un no deciso al nucleare e soprattutto alle modalità di realizzazione dei programmi così come previsto dal Governo: non prevedere che la Regione interessata potesse esprimere il proprio parere a riguardo rappresentava l’ennesima dimostrazione che questo Governo predica il federalismo solo a parole. La sentenza di oggi della Corte costituzionale riconosce alcune delle tesi già sostenute dalla Regione Marche nel ricorso a suo tempo presentato insieme con altre nove Regioni: nella motivazione la Corte aveva accolto alcune delle principali tesi sostenute dalle Marche, riconoscendo la necessità dell’acquisizione di un’intesa con la Regione interessata dalla realizzazione dell’impianto. Un principio che oggi viene nuovamente ribadito”.

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