ASCOLI PICENO – Tenere duro, ribadire con forza le proprie posizioni contro il “Far West” del fotovoltaico nelle nostre belle colline, non disconoscere i regolamenti approvati il 16 luglio scorso. E’ l’invito rivolto alla giunta provinciale dall’associazione Agricoltura Oggi (gruppo libero di imprenditori agricoli, agrituristici e vitivinicoli del Piceno e del Fermano) in vista del consiglio provinciale in cui bisognerà prendere atto del fatto (ribadito anche dal Tar di recente) che, dopo quel primo atto della Provincia, la Regione Marche ha emanato le proprie linee guida sull’argomento. Regole che portano da 50 a 200 Kw di potenza il limite degli impianti fotovoltaici a terra. Un modo di produrre energia che molti temono, in quanto ritengono guastino l’immagine delle nostre colline, enorme risorsa di bellezza e ambiente.
Bene il fotovoltaico, ma sui tetti dei capannoni industriali, non sulle colline che Dustin Hoffman esalta in spot televisivi ben pagati: questo il concetto di base di chi protesta, e in effetti non manca di senso logico.

“Noi riteniamo che con la delibera del luglio scorso la Provincia ha messo un primo freno a una situazione di anarchia e Far West” ha ribadito mercoledì il presidente Piero Celani. “C’era una chiara vacatio legis, poi la Regione ha fatto il suo regolamento e quindi bisogna rispettare quello. Anche qui, come per la questione degli hotel a San Benedetto, il Tar giudicherà nel merito della questione il dieci novembre prossimo. Fra pochissimo tempo, dunque, considerata la tempistica usuale di queste vicende”. Sulla stessa linea il suo vice Pasqualino Piunti: “Abbiamo l’80% delle denominazioni enologiche doc della Regione, e vogliamo riempire le nostre colline di specchi invece che di filari di vite?”.

Vacatio legis: in sostanza, questo il senso delle parole di Celani, prima dell’atto della Provincia fra colline e pannelli solari “ognuno faceva come gli pare”. Ogni Comune con i propri regolamenti, e il bene-paesaggio passava quantomeno in secondo piano. Difficile leggerla in maniera contraria.
Ma torniamo alle richieste e alle preoccupazioni del sodalizio Agricoltura Oggi, a cui diamo voce e spazio come abbiamo fatto di recente con le posizioni del Pd provinciale, che sono apparse invece più aperte e tolleranti rispetto al binomio campagna-produzione di energia.
“Vorremmo sottolineare come la delibera provinciale del luglio scorso abbia sin qui posto dei precisi paletti alla proliferazione incontrollata sul territorio di megaimpianti fotovoltaici da parte di società che nulla c’entrano col Piceno e parimenti col Fermano o che, cosa ben più grave, perseguono l’esclusiva volontà di “abuso” del territorio per proprio immediato e specifico tornaconto”.
Continua l’associazione: “Alcuni esponenti politici locali hanno mostrato un incontenibile moto di gioia (beati loro!) largamente pubblicizzato ai quattro venti per il disconoscimento che, a loro dire, avrebbe emesso il Tar nei confronti della delibera provinciale del 16 luglio 2010”.

“Ricordiamo loro che difficilmente tale sentenza potrà invalidare nella sostanza la precedente delibera provinciale in quanto essa si propone di indicare linee guida generali e siti idonei da precisarsi da parte delle amministrazioni locali con riguardo per zone agricole e paesaggistiche. Non è in genere possibile per una Provincia avere regole più ampie rispetto a quelle regionali ma il contrario, se suffragato da limiti ragionevoli per zone di rispetto e di valenza territoriale, può  essere plausibile e convivere con le leggi regionali”, sostiene Agricoltura Oggi.

Che poi aggiunge: “Molte situazioni di protesta locale contro Pannello selvaggio sono in atto in tutta Italia dove però il dissenso sta portando i politici a regole sempre più rispettose dell’ambiente, con la Regione Toscana in testa e non ad una puerile quanto suicida  “esultazione” per l’aggressione  a mano libera del territorio”.

“Ricordiamo ai nostri ruspanti esponenti politici che in merito al fotovoltaico e altri problemi territoriali è in corso un clamoroso dissenso in tutta la regione, da nord a sud pervasa da appelli, riunioni, leggi di iniziativa popolare per difendere il territorio dallo stupro dissennato”.
Infine, ancora dalla nota di Agricoltura Oggi:
“Ricordiamo ai nostri esponenti locali e a tutta la dirigenza politica anconetana che :
– non tollereremo più da ora in poi spot pubblicitari di Dustin Hoffman (ampiamente  e abbondantemente rifinanziati con soldi pubblici anche quest’anno) a passeggio per meravigliose colline ritoccate al photoshop, salvo poi mostrare al turista la cruda realtà e scusarci amaramente.
– non tollereremo più pubblicità politiche ingannevoli di paladini della difesa del paesaggio dell’ultima ora quali in primis il nostro presidente Spacca, il quale mise tra i primi punti del suo programma politico la difesa del paesaggio
– non tollereremo più il silenzio della maggior parte delle associazioni locali
– non permetteremo più silenziosamente che comizi politici pre-elettorali vengano fatti presso quartieri generali di lobbies del fotovoltaico industriale
– non permetteremo più che la difesa di alcuni industriali locali abbia sempre il sopravvento sugli interessi della collettività e di altri operatori economici quali gli addetti al turismo, all’agricoltura, alla enogastronomia,  alla viticoltura,  e che si faccia passare il messaggio che se non vuoi il fotovoltaico allora sei contro la crescita economica e l’occupazione
-non permetteremo oltre che un bene pubblico, indisponibile e non rinnovabile  quale il territorio venga usurpato da pochi
-non permetteremo che venga negato  l’art.9 della costituzione: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

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