MARTINSICURO – Pioggia che filtra dal tetto e acqua che ristagna sul pavimento. E poi vetri rotti e servizi igienici fuori uso, assenza di requisiti minimi di sicurezza e una generale condizione di precarietà della struttura. Non mancano poi nemmeno i topi, che nel mare magnum della cartapesta trovano terreno fertile per i propri denti, lasciando ovunque i segni del passaggio.

Risulta difficile associare il fatiscente capannone di Villa Rosa alle ultime edizioni di successo del Carnevale truentino. Eppure nella struttura, dove da quattro anni i carri vengono progettati, allestiti, decorati e custoditi al termine delle sfilate, molti volontari hanno speso tempo ed energie per dare vita ad una manifestazione ormai diventata tradizione consolidata nella città. Fino a quando le condizioni dell’edificio sono diventate insostenibili, tanto che i Comitati di quartiere hanno deciso, di concerto con l’associazione Martincarnaval e attraverso una votazione a maggioranza, di bypassare l’edizione 2011.

A determinare l’annullamento della manifestazione quindi, non sono state  questioni economiche, né politiche, come inizialmente ipotizzato, ma motivazioni di natura strettamente logistica, dato che il sito di Villa Rosa ormai non ha più i requisiti minimi indispensabili per lavorare al suo interno in sicurezza e comodità.

Del resto a confermare la situazione è anche il presidente della Martincarnaval Nino Corsi: “Da tempo siamo costretti a lavorare nei locali di una ex stalla fredda, umida, invasa dall’acqua, in condizioni sempre più disastrose. Oltretutto scarseggiano anche i volontari per l’allestimento dei carri. La maggior parte sono persone anziane, e manca il ricambio generazionale e l’apporto dei giovani”.

A scoraggiare la partecipazione dei martinsicuresi anche la struttura poco accogliente e le condizioni difficoltose in cui bisogna lavorare, tanto che per l’edizione 2010 molti Comitati di quartiere avevano potuto contare sulla disponibilità di pochissime persone, con carri interamente realizzati grazie al lavoro di 3-4 persone o addirittura di una o due persone.

Oltre alla fatiscenza del sito, i volontari hanno dovuto negli anni tenere conto anche di una struttura tecnicamente inadeguata ad ospitare carri carnascialesci, con la porta d’ingresso troppo piccola per permetterne il passaggio (e quindi con le strutture che devono essere smontate all’interno e rimontate una volta fuori) e il piazzale esterno che ad ogni pioggia si trasforma in un vero e proprio pantano di fango, determinando manovre che ogni volta portano via molto tempo e mettono a rischio l’incolumità delle stesse strutture di cartapesta.

Ora toccherà al Comune – che finora elargito i fondi e ha sempre mostrato massima disponibilità con gli organizzatori per far sì che il Carnevale risultasse la manifestazione di punta sia del calendario invernale che di quello estivo – contribuire a trovare, di concerto con la Martincarnaval,  una sede più idonea dove i carri possano essere progettati e realizzati al meglio per continuare a dare lustro all’evento.

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