SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovane campano a processo, su di lui pende l’accusa di detenzione di banconote false. I fatti risalgono al 2007 quando a seguito di un controllo dei Carabinieri e ad una segnalazione da parte di un barista si è scoperto il “malloppo” contraffatto. L’uomo risultava in possesso di svariate banconote false e di un tagliando assicurativo palesemente contraffatto. Venne denunciato e ora rischia dai 2 ai 12 anni di detenzione. Il caso è stato rinviato a giugno.

Era a bordo della sua Lancia Y con un amico quando una pattuglia dei Carabinieri lo ha fermato per un controllo in zona Ragnola. Per i militari dell’arma un controllo di routine, dal quale però fu riscontrata un’infrazione particolarmente grave, o meglio l’esposizione di contrassegno assicurativo palesemente contraffatto.

Secondo il Carabiniere che ha ricostruito la vicenda in aula, i giovani sono stati condotti in caserma ma durante gli accertamenti una chiamata di un barista avrebbe bloccato le operazioni di controllo per ulteriori verifiche sui sospettati già presenti in ufficio.

Già, quel barista li chiamava proprio per avvertirli che due giovani a bordo di una Lancia Y avevano tentato di rifilargli una banconota da 100 euro contraffatta ma lui si è accorto subito dell’inganno e si è fatto pagare con un taglio più piccolo e subito dopo li ha chiamati.

Successivamente alla segnalazione è arrivata la conferma. Non solo tagliando assicurativo contraffatto ma anche denaro palesemente finto. Uno dei due possedeva svariate centinaia di euro di falsa tiratura e diversi pacchetti di sigarette ancora intatti, segno dell’ovvio tentativo di liberarsi del “malloppo sporco”.

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