ASCOLI PICENO – C’è chi va controtendenza. La sempre meno predisposizione delle giovani coppie ascolane a mettere al proprio figlio il nome del Santo patrono cittadino ha spinto nei giorni scorsi il sindaco Castelli a parlare addirittura  di “allarme Emidio”, auspicando un ritorno alle origini e alle tradizioni  nella scelta del nome di battesimo da dare al proprio piccolo. A soltanto due bambini (nessuno degli ultimi quattrocento nati) negli ultimi tre anni è stato messo questo nome. Ma c’è chi fa eccezione. Parliamo di Stefano e Chiara, 34 e 26 anni, genitori  da appena due mesi del piccolo Emidio.

A primo impatto, vista appunto la tendenza delle giovani coppie di oggi, si può pensare ad un caso di “eredità onomastica”. Ma è il padre Stefano a toglierci subito il dubbio. “Nessun parente mio o di Chiara si chiama Emidio, – afferma – E’ stata una scelta nostra, anche se, se devo dirla tutta, più mia.  La mamma all’inizio non era molto d’accordo. Ma come accade spesso nelle coppie in attesa di un figlio, abbiamo deciso che se fosse nata femmina il nome lo avrebbe scelto lei, se maschio io”.

Ma come mai questa decisione così singolare, visto che di solito il nome Emidio ormai si tramanda solo grazie ai nonni? “Io ho un legame forte con la città e con le tradizioni che pensavo fosse giusto in qualche modo tramandare. Mi piace il fatto che il giorno della festa patronale sia anche la festa di mio figlio. – spiega – Però mi stuzzicava anche l’idea di mettere un nome che ormai non ha più nessun bambino, e quindi non è inflazionato. Anzi credo che ormai Emidio sia un nome originale”.

Il piccolo Emidio è registrato all’anagrafe del Comune di Folignano e nei prossimi giorni sarà battezzato.

Ma la mamma si è abituata all’idea? “Ora è entusiasta, – dice ancora Stefano – ovviamente anche il  dibattito di questi giorni ci ha fatto sentire in qualche modo chiamati in causa”. “Comunque ci tengo a dire una cosa – conclude  scherzando – ci stiamo impegnando fin da ora a chiamarlo Emidio con la pronuncia corretta,  cioè con una “D” sola…”.

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