SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È la storia di una famiglia ebrea salvata ad Ancona dalla deportazione, e quella di un maresciallo dei Carabinieri, Salvatores, che si comportò da “giusto”. Nella mattinata di sabato 29 gennaio, all’auditorium comunale di viale De Gasperi, il dottor Maurizio Pincherle ha raccontato agli studenti di San Benedetto le circostanze che permisero ai suoi familiari di scampare alla cattura da parte dei nazifascisti. La giornata conclude le celebrazioni organizzate dal Comune per il “Giorno della Memoria” in ricordo della Shoah. Ad ascoltare Pincherle, affiancato dall’assessore alla Cultura Margherita Sorge, gli studenti del liceo Classico e dello Scientifico, dell’Ipsia e della scuola media Sacconi.

Quest’anno il “Giorno della Memoria” a San Benedetto è stato celebrato con un programma articolato su tre giorni, da quello “canonico” del 27 gennaio, anniversario della liberazione del campo di Auschwitz, quando all’auditorium è intervenuta la giornalista Stefania Consenti, al concerto della sera stessa al Teatro Concordia, con l’Orchestra della Libera Università dei Diritti Umani, a cura della Fondazione Libero Bizzarri. Si è proseguito il 28, nell’aula magna dell’ITC “Capriotti”, con la proiezione di alcuni documentari, pure a cura della Fondazione Bizzarri. Infine il sabato con Maurizio Pincherle, che si conclude nel pomeriggio a partire dalle ore 17,30 sempre all’auditorium comunale, per la presentazione del libro di Marco Palmieri e Mario Avagliano “Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari 1938-1945”, pubblicato in questo inizio d’anno dalla casa editrice Einaudi.

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