SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Per parità di trattamento, anche perché la discussione sembra ottima e proficua da ambo i lati (e quindi stimolante nella lettura e nel confronto) pubblichiamo di seguito la risposta del nostro lettore Alessandro Palestini rispetto alle considerazioni di Lorenzo Rossi sulla Fiat Auto e sul manager Sergio Marchionne.

Visto che sono chiamato in causa rispondo:
PRODUTTIVITA’: la dimensione dell’impresa non è correlata con la produttività (non ci sono studi che lo dimostrano) ma sicuramente la produttività è correlata con gli investimenti in tecnologie. Le tecnologie sono abilitanti all’incremento di produttività ma serve un’elevata saturazione sull’utilizzo di queste tecnologie per avere un vantaggio sulle performance finanziare. Infatti Marchionne pone la revisione del contratto proprio per garantirsi un miglior saturazione degli impianti auspicando un vantaggio per tutta l’azienda. Marchionne sta cercando di rendere redditivi stabilimenti obsoleti che non avrebbero motivo di rimanere aperti. L’accordo agisce proprio per incrementare la produttività invece di abbattere i salari che pesano molto meno rispetto alle performance garantite da un’aumento della produttività.
L’analisi di Mucchetti è un po’ qualunquista, secondo lui il Low Cost non dovrebbe esistere quindi come giustifica l’esistenza di Ryan Air, Wall Mart (la più grande compagnia di Grande distribuzione organizzata al mondo), Zara etc etc…

PAGA DI MARCHIONNE “LO SVIZZERO”: cosa c’è di male se un manager viene retribuito molto? Marchionne ha fatto cose che i precedenti Ad Fiat si sognavano, ad esempio Romiti auspicava di vendere a Gm piuttosto che comprare un’altra casa automobilistica. Vedendo come vengono spesi i soldi pubblici in Italia, anche a me viene voglia di andare in svizzera e pagare il 10% ed avere servizi migliori di quelli della Pa italiana.
Stock-options: sono uno strumento che hanno gli azionisti per allineare gli obiettivi dei manager a quelli della proprietà. Di fatto sono un compenso in azioni date a volte come premio a volte come forma di bonus. Mi sembra inutile discutere sulle stock option in questo settore (magari si può discutere delle trimestrali degli Hedge Fund ma non nell’automotive), l’efficacia delle stock-option è ampiamente dimostrata dagli studi di Harvard e neanche avessi detto la scuola di Chicago (spero che conosci la differenza, altrimenti non capisco perchè stai parlando).
Delocalizzazioni: sono scelte aziendali determinate da una miriadi di fattori come la capacità produttiva disponibile, il mercato di sbocco, accordi con Partner e così via, non credo che siamo a conoscenza di tutte le variabili decisionali che hanno determinato il mix di produzione.
CHRYSLER: vorrei farti notare che la Chrysler è stata acquisita senza neanche aver sborsato un cent (Marchionne ancora più bravo!) e mettendo a fattor comune gli asset. Tra l’altro il principale asset che ha portato Chrysler è il pianale 300M che è usato su una delle auto di punta della Mercedes (Mercedes ML). Senza considerare che in cambio la Fiat si è presa tutta la capacità produttiva nel Nord America gratuitamente (scusa se poco…).
CONTRIBUTI PUBBLICI: in Italia i contributi pubblici sono al settore auto e non alla Fiat pertanto a Fiat giunge soltanto la relativa quota pari a quella di mercato.
UTILI E NON: prima dell’arrivo di Marchionne la Fiat perdeva circa 500 euro per ogni singolo veicolo prodotto, era tecnicamente fallita! Marchionne non solo ha raggiunto il punto di pareggio ma ha anche portato a casa utili. L’azienda è industrialmente sana, nel 2009 (nonostante la congiuntura economica) il risultato industriale era positivi, è diventato negativo a causa della voce Dividendi. Per fare un benchmark dei profitti dobbiamo considerare anche la produttività ed ecco che giustificata la tua obiezione (purtroppo i dati si devono saper leggere…).
SPARTIZIONE DIVIDENDI MENTRE SI PERDE MERCATO: le aziende esistono per remunerare il capitale investito degli azionisti, si può anche presidiare una piccola nicchia di mercato ma se è molto redditiva l’azienda funziona e gli investitori continueranno a voler entrare nella società, perchè l’investimento conviene.
CONTRATTO NAZIONALE (E TEDESCHI): io sono per una forte contrattazione di secondo livello strettamente correlata alla rpoduttività del singolo individuo, in questo modo si evitano tutte queste problematiche politiche: chi ha lavorato di più prende di più, chi ha lavorato meno prende meno (entro gli standard qualitativi comuni), più meritocratico di così si muore! Il resto sono solo scuse dei sindacati per conquistare 5 minuti di notorietà in qualche Tg per poi buttarsi in politica (esistono svariati esempi!!!).
Quando Mirafiori e Pomigliano saranno produttivi come Wolfsburg, gli operai potranno pretendere un uguale trattamento (come lo stesso Marchionne ha promesso).

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