SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Credo di essere stato il primo concorrente sambenedettese in assoluto”. Non entrerà nella storia della trasmissione come Michela De Paoli – la disoccupata di Pavia che giovedì scorso ha sbancato il programma arrivando a leggere l’ultima domanda da un milione con tutti e tre gli aiuti a disposizione – ma per Toni Romani, 33enne di professione cuoco, quella a “Chi vuol essere milionario” si è rivelata comunque un’esperienza di cui andare orgoglioso.

Nella puntata registrata il 25 gennaio, ma che sarà trasmessa solo martedì prossimo (Canale 5, ore 18.50), Toni si è fermato al gradino di salvataggio dei 20 mila euro fissato ad inizio percorso (come previsto dal nuovo regolamento), restando tuttavia in gioco per un’intera serata.

Un’esperienza cominciata con una semplice telefonata al numero ufficiale del quiz (“ho risposto ad 11 domande su 13, il limite era 10”), proseguita con i serrati casting di Pescara (“36 domande a risposta aperta, siamo passati in 5”) e terminata con un’ulteriore intervista telefonica di circa due ore. Tutto per coronare il sogno di sedersi di fronte a Gerry Scotti, conduttore “umile e gentile” che però, a quanto pare, non è stato possibile avvicinare più di tanto.

Perchè?

“I concorrenti lo incontrano solo durante lo show, il nostro turno lo attendiamo nei camerini. Finita la puntata Scotti è stato chiamato dalla rete per rilasciare delle interviste ed è stato costretto ad allontanarsi”.

Fino a che punto del gioco sei arrivato?

“Ho letto la domanda di 30 mila euro senza più aiuti e l’ho sbagliata, tornando comunque ai 20 mila prestabiliti. Mi si chiedeva chi tra Prodi, Ciampi, Tremonti e De Benedetti era stato governatore della Banca d’Italia. Non mi ricordavo fosse Ciampi”.

Per quali quesiti hai utilizzato i tre aiuti?

“Il pubblico mi ha aiutato su una domanda inerente lo spot del Maxibon, che anni fa aveva lanciato un giovane Stefano Accorsi. Il 50:50 l’ho sfruttato per rispondere sulla Roma, vincitrice di uno scudetto a quarant’anni dal precedente ed infine la telefonata a casa per farmi suggerire il significato di una parola che non conoscevo”.

20 mila euro non sono pochi. Come li spenderai?

“I ventimila euro sono in gettoni d’oro, arrivano entro sei mesi ed il 20% viene trattenuto in tasse. Recentemente ho comprato casa, fortunatamente senza accendere un mutuo. Li userò per ultimarla ed arredarla”.

Cosa porterai con te di questa avventura?

“Scotti è circondato da persone straordinarie, brave e competenti. Ho inoltre avuto modo di legare con gli altri concorrenti. Non essendoci da tempo la pratica del tasto più veloce non si è più in competizione ed è facile stringere amicizia ed affezionarsi. E’ stata un’esperienza unica, ne è valsa la pena. La consiglio a tutti. Non serve essere dei geni, basta essere appassionati e curiosi su vari campi”.

Ti va, in chiusura d’intervista, di svelarci qualche curiosità sul dietro le quinte del programma?

“Abbiamo registrato negli studi di Cologno Monzese. La produzione ha provveduto a pagarci il viaggio, l’albergo e ci ha offerto il pranzo. La puntata integrale dura pressappoco quanto quella che viene poi trasmessa. Al massimo vengono tagliati cinque, sei minuti in post-produzione, non di più”.

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