SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un campionato di fatto finito a gennaio, ma anche a dicembre, per quel che riguarda la prima posizione, è quanto di peggio ci si sarebbe aspettato. Forse sarebbe bastato usufruire di un bomber come Pazzi, purtroppo infortunato fin da subito, o di un portiere come Chessari, e ora staremmo a parlare di altro. Errori che dovranno far riflettere per l’anno a venire.

Ma ci sono di mezzo anche i play-off, che, pur non da considerare una vera “porta” per la promozione (è più difficile vincerli che arrivare primi in campionato) rappresentano però l’obiettivo minimo, pena il fallimento totale delle aspettative iniziali.

Boccolini dovrebbe confermare la formazione vincente per 4-0 a Venafro, a meno di indisponibilità, secondo il moto “squadra che vince non si cambia”. La rimonta verso le prime posizioni, comunque, ha un altro significato: una Samb derelitta a metà classifica, o anche peggio, è una Samb che, al momento di scegliere quali squadre dovranno salire in Seconda Divisione non attraverso la promozione ma attraverso i ripescaggi si mostrerà già ambiziosa in partenza. Forte di un bacino di tifosi inadatto alla Serie D, di una storia blasonata e di uno stadio al momento senza pari, se la società saprà giocare le sue carte sarà difficile non considerarla.

Certo, il presidente  a parole chiude la porta ai ripescaggi dalla D alla Lega Pro, ma – a parte il fatto che ogni decisione ufficiale non potrà essere presa prima del 3 febbraio – ci chiediamo come il presidente vorrà disegnare eventuali gironi con tre, quattro o cinque squadre assenti rispetto alla situazione iniziale. Il problema non è tanto legato alle formazioni che dovranno essere ripescate, ma a quelle che invece, dalla Lega Pro, saranno cancellate. Sembra strano che chi esclude delle società dal proprio torneo, poi impedisca ad altre a prenderne parte.
Tortuosi sono i meccanismi del calcio italiano.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 675 volte, 1 oggi)