SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ben vengano i tagli, ma non in maniera orizzontale ed indiscriminata”. Futuro e Libertà non ci sta e si scaglia contro la Regione Marche che mediante la delibera numero 17 del 17 gennaio scorso ha decretato un taglio del 30% su tutto il territorio marchigiano.

“Non c’è alcun riconoscimento per quelle aziende che hanno rispettato i conti in confronto a quelle che non l’hanno fatto” tuona la componente finiana rivierasca, composta da Benito Rossi, Giorgio de Vecchis, Giulio Pompei e Giovanna Brandi.

“Così facendo ci spezzano le gambe”, ammonisce Rossi. “Chiediamo una marcia indietro; chi ha deciso ciò si assuma le responsabilità dinanzi ai cittadini. Passando dall’umanizzazione dell’assistenza all’aziendalizzazione magari le spese riportano, ma in campo pratico si fallisce. Ci siamo sempre battuti per questa causa e continueremo a farlo”.

De Vecchis, dal canto suo, ricorda come questa iniziativa possa a questo punto clamorosamente bloccare l’attesa nomina del nuovo Primario di Chirurgia: “Da mesi dicono che lo nomineranno a giorni. Ma questo decreto congela tutto. Invitiamo il sindaco Gaspari ad indire immediatamente la Conferenza dei Sindaci e tutti coloro che hanno delle competenze in merito dicano la loro”.

Il taglio, che avverrebbe mediante il blocco di circa un terzo del turn-over, comporterà un risparmio triennale di circa 20 milioni di euro. Un obiettivo che Fli osserva di buon grado, a patto che si parta dallo studio dell’esistente e non da una razionalizzazione a priori: “Questa manovra – conclude De Vecchis – è un passo ulteriore verso l’area vasta”.

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